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Tuesday, September 22, 2026

Torno da Berlino e dico: non va tutto male. Perché l’ascesa di AfD non è irresistibile

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Torno da Berlino e dico: non va tutto male. Perché l’ascesa di AfD non è irresistibile

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Siete mai stati a Berlino? Probabilmente sì. Molti dicono che è un po’ peggiorata negli anni, più cara più gentrificata. Le elezioni di domenica 20 settembre sono state anche un po’ un Berlino pride, un volersi riprendere in mano la città da parte dei giovani che hanno scolarizzazione e cultura ma pochi soldi. Sul palco della Festsaal della Linke dopo il primo discorso della vincitrice Elif Eralp è risuonato forte un vecchio slogan “Hoch die International le solidaritet” – Viva la solidarietà internazionale. Urlato oggi vuol dire siamo una città aperta, basta con la xenofobia, la criminalizzazione dei migranti e dei pro Pal.

Apro su questo punto una parentesi. Tra i circa 35mila italiani residenti a Berlino – la nazionalità più presente tra quelle dell’Unione europea – c’è un mio amico 35 enne che si è beccato una denuncia per il semplice fatto di aver partecipato a una manifestazione pro Pal. La ossessione tutta tedesca sull’antisemitismo è stata declinata in chiave repressiva dal governo locale della Cdu (Berlino non è un comune, è un Land, ha anche un suo “ministro” degli Interni). Le questioni di polizia e stranieri, pro Pal, antisemitismo, sicurezza non sono stati cavalli di battaglia della Linke che intelligentemente ha puntato tutto sui temi sociali della casa, del carovita, della città accogliente. Ma molti giovani e molti turco tedeschi hanno votato Linke come baluardo democratico liberale nei confronti del vento di destra accarezzato anche dalla Cdu.

È interessante raccontarvi dei dilemmi dei miei amici incerti tra Verdi e Linke. C’è chi ha votato Verdi al Bezirk e Linke al Land. Il Bezirk sarebbe da noi il municipio, ce ne sono 12 a Berlino. Curiosamente il tema che apparentemente potrebbe dividere di più, quello delle armi all’Ucraina, non è stato argomento di polemica o di scelta elettorale. L’appoggio pieno della Linke al referendum che chiedeva l’esproprio delle grandi immobiliari non convince molto i miei amici: l’esproprio costerebbe miliardi di indennizzo. Ma chi ha scelto Linke lo ha fatto anche per essere più sicuro che i Verdi non scelgano poi di fare coalizione con la Cdu.

Dopo questo risultato è diventato assai improbabile ma non è ancora impossibile. Queste preoccupazioni sull’antisemitismo sembrano strumentali o deliranti ma fanno parte delle ossessioni tedesche, molto presenti anche nei Verdi. L’altro antico slogan gridato nel festeggiamento della vittoria della Linke è stato “Alerta Antifascista” così in italiano o spagnolo che sia. Qui entriamo in pieno nella questione Afd.

Non ho tratto in questi giorni elementi ulteriori per valutare quanto e come Afd sia peggiore rispetto alle altre destre radicali di altri paesi. La sua ascesa comunque non è irresistibile. Ho guardato il paragone con le politiche di un anno e mezzo fa. A Berlino Afd è cresciuta di un punto, uno solo. In Meclemburgo è cresciuta di tre punti cannibalizzando CDU e Fdp o forse aggiungiamo Bsw che ne han persi 25… In altre parole in due lander sui tre in cui si è votato il trio Spd-Verdi-Linke ha guadagnato voti rispetto alle politiche. Solo in Sassonia Anhalt effettivamente Afd ha guadagnato sei punti sulle politiche, a fronte di un calo CDU di due punti e mezzo e un calo di oltre il 6 per cento della Bsw. Il trio Spd-Verdi-Linke ha guadagnato poco più di un punto, in questo caso per i Verdi.

È probabile che si installi in qualche modo un governo Afd in Sachsen Anhalt ma la stagione elettorale si chiude con un governo Spd confermato in Meclemburgo e uno che va a sinistra a Berlino, salvo imprevisti. Per non parlare del sindaco verde ad Hannover. Migliaia di persone si danno da fare e insomma la Germania migliore è in campo. Vediamo.

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