“Il tesseramento è un requisito indispensabile per la candidatura”: il parere di alcuni dei giuristi al Coni sul caso Malagò
“Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura”. È questo in sintesi uno dei passaggi contenuti nei primi pareri pervenuti al Coni da alcuni dei saggi giuristi incaricati dal Comitato olimpico nazionale italiano sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla Figc, motivo per il quale la Federcalcio rischia di essere commissariata. È quanto riporta LaPresse da fonti calcistiche accreditate. I giuristi incaricati – come svelato stamattina su ilfattoquotidiano.it – sono Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Sempre secondo quanto riporta LaPresse, la Giunta straordinaria del Coni incaricata di prendere la decisione in base a tali pareri legali dovrebbe essere convocata tra il 6 e il 9 ottobre.
Un passaggio quasi scontato alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane, ma sarà interessante conoscere adesso le sfumature e le argomentazioni a riguardo per poi capire se si arriverà al commissariamento e all’annullamento delle ultime elezioni (e di conseguenza ce ne saranno delle nuove) oppure se Malagò rimarrà al suo posto da presidente della Figc. La giunta dovrà quindi decidere se il mancato tesseramento costituisce una “grave violazione amministrativa” sufficiente al commissariamento, per cui spinge forte la politica e anche una parte dello stesso mondo del calcio che ha già rigettato Malagò.
Tutto – come raccontato da ilfattoquotidiano.it nell’ultimo mese – nasce dal ricorso presentato in campagna elettorale dall’avvocato ed ex calciatore della Lazio, Renato Miele, che aveva provato a candidarsi senza il sostegno delle componenti ed era stato escluso. L’azione in sé era infondata e infatti è stata bocciata dai tribunali, però tra i vari elementi portati all’attenzione dei giudici ce n’era uno potenzialmente dirompente. L’art. 29 dello statuto Figc spiega chiaramente che “possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura”. Gli stessi principi informatori del Coni, a monte, indicano che è “sufficiente la vigenza di un tesseramento valido” al momento dell’assemblea. Un cavillo, ma norme alla mano sembra chiaro che per candidarsi alla Federazione bisogna essere tesserati. E Malagò non lo era.
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