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Friday, October 2, 2026

La Milanesiana d’autunno, Charlotte Casiraghi e Laura Morante tra crepe, sogni e canzoni

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La Milanesiana torna d’autunno con tre appuntamenti tra Milano e Bologna. Il 26 e 27 ottobre Charlotte Casiraghi presenta La crepa, dialogando con Ferruccio de Bortoli e Michele Brambilla rispettivamente a Milano e Bologna, con i concerti di Hildegard De Stefano e Ramin Bahrami. Il 2 novembre Laura Morante porta al Teatro Franco Parenti Dieci storie pop, insieme a Elvira Serra e Bobby Solo. Tre serate ideate da Elisabetta Sgarbi tra fragilità, memoria, filosofia e canzoni, nel segno della Milanesiana d’autunno

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«C’è una crepa in ogni cosa». Leonard Cohen lo sapeva. Charlotte Casiraghi ci ha scritto un libro. Elisabetta Sgarbi intorno a quella fenditura costruisce due delle tre serate della Milanesiana d’autunno 2026. D’altronde, ottobre è un mese adatto alle incrinature: persino le foglie smettono di fingere di essere eterne.

Sicché, dopo avere attraversato 18 città italiane con oltre 60 appuntamenti, la creatura ideata e diretta da Sgarbi non va in letargo. Anzi. Torna con tre incontri speciali tra Milano e Bologna, in programma il 26 e 27 ottobre e il 2 novembre, e due protagoniste: Charlotte Casiraghi e Laura Morante.

Due libri, due modi di guardare ciò che resta dopo che qualcosa si è spezzato o è trascorso. Da una parte le ferite e le fragilità raccontate ne La crepa. Dall’altra, in Dieci storie pop, la giovinezza, le canzoni e quella formidabile fabbrica di speranze chiamata anni Sessanta. In mezzo la musica, perché alla Milanesiana le arti non sono mai monadi senza porte né finestre: dialogano, si contaminano, cambiano prospettiva.

Charlotte Casiraghi e La crepa: la fragilità non è una colpa

Il primo appuntamento è fissato per lunedì 26 ottobre alle 18.30, nella Sala Blu del Teatro Franco Parenti di Milano.

Protagonista Charlotte Casiraghi con La crepa, un libro che parte da una domanda tanto semplice da formulare quanto complicata da frequentare: che cosa possiamo imparare dalle nostre debolezze, dalle ferite e dalle fragilità?

La crepa, del resto, non è sempre l’anticamera del crollo. A volte è una finestra abusiva aperta nel muro delle nostre certezze. Casiraghi si muove tra letteratura e filosofia per tentare di mettere in parole ciò che spesso preferiamo non vedere. Quello che si rompe, ciò che manca, le zone d’ombra che nessun filtro Instagram riesce davvero a correggere.

Non si tratta di trasformare il dolore in un santino né di praticare quella religione contemporanea dell’imperfezione perfetta che rischia di diventare l’ennesima posa. Piuttosto, di interrogare le ferite e accettare che una vita senza incrinature assomiglierebbe parecchio a un vaso mai tolto dalla confezione: intatto, certo, ma di un’infinita tristezza.

Dopo una lettura, Charlotte Casiraghi dialogherà con Ferruccio de Bortoli. A seguire, il concerto della violinista Hildegard De Stefano.

I saluti istituzionali saranno affidati a Francesco Bernardi, founder and owner di Illumia SpA e presidente dell’Associazione culturale Incontri Esistenziali.

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con Illumia, è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti con prenotazione su Eventbrite

Da Milano a Bologna, la seconda crepa di Charlotte Casiraghi

Neppure il tempo di richiudere il libro e la Milanesiana cambia città.

Martedì 27 ottobre alle 21, all’Illumia Auditorium di Bologna, in via De’ Carracci 69/2, Charlotte Casiraghi torna a misurarsi con La crepa. Stavolta il dialogo sarà con Michele Brambilla.

Stesso libro, interlocutore differente. E quindi, verosimilmente, un’altra prospettiva. Perché le crepe hanno questa curiosa qualità: cambiano forma a seconda della luce con cui le osserviamo.

A chiudere la serata sarà il pianista Ramin Bahrami. Ancora una volta la parola passa dunque il testimone alla musica. Filosofia e pianoforte: sulla carta potrebbero sembrare due inquilini dello stesso palazzo che si salutano appena in ascensore. Alla Milanesiana, invece, scoprono spesso di avere parecchie cose da dirsi.

I saluti istituzionali saranno nuovamente affidati a Francesco Bernardi. Anche l’appuntamento di Bologna è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione su Eventbrite.

Laura Morante, Dieci storie pop e quel jukebox chiamato memoria

Se Casiraghi osserva le fratture, Laura Morante riavvolge il nastro.

Lunedì 2 novembre alle 21, nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano, l’attrice e scrittrice sarà protagonista dell’incontro dedicato a Dieci storie pop.

Il libro intreccia le vite di giovani uomini e donne in una borgata romana negli anni Sessanta, accompagnandole con le canzoni di quel decennio. Amori, amicizie, illusioni, pomeriggi e sere apparentemente trascorsi a perdere tempo. Solo che il tempo, implacabile prestigiatore, a distanza di anni trasforma spesso proprio quelle ore giudicate inutili nelle più preziose.

È il paradosso della giovinezza: mentre la vivi hai fretta che accada qualcosa; quando è passata, pagheresti per riavere anche soltanto uno di quei pomeriggi in cui non succedeva niente.

Dieci storie pop sembra abitare precisamente quel territorio. Il luogo in cui la memoria smette di essere un archivio e diventa un jukebox sentimentale: basta una nota e ritornano una strada, un volto, una sera d’estate, magari perfino qualcuno che non vediamo più.

Laura Morante dialogherà con la giornalista Elvira Serra. Poi toccherà a Bobby Solo trasformare i ricordi in musica con il concerto che chiuderà la serata.

Per l’appuntamento del 2 novembre è previsto un biglietto di cortesia da 5 euro.

Elisabetta Sgarbi e il nuovo ponte autunnale tra Milano e Bologna

Per Elisabetta Sgarbi, la Milanesiana d’autunno costruisce un ponte tra Milano e Bologna e avvia un rapporto con Incontri Esistenziali, associazione che mette al centro della propria attività culturale il desiderio e le esperienze della vita reale, comprese ferite e gioie.

Il programma procede così lungo due differenti movimenti del tempo: Casiraghi guarda dentro le fenditure del presente, Morante torna alla grande illusione degli anni Sessanta.

E se la filosofia rischia qualche volta di farci arrovellare il gulliver (come direbbe il drigo Alex di Arancia meccanica ci pensa la musica a somministrare l’analgesico. Hildegard De Stefano, Ramin Bahrami e Bobby Solo accompagnano infatti i tre appuntamenti, facendo convivere classica e pop secondo quella mescolanza di alto e basso che rappresenta da sempre una delle anime della manifestazione.

La Milanesiana ha costruito la propria identità proprio sull’infedeltà alle categorie. Letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto convivono da anni sotto lo stesso tetto. Una contaminazione culturale virtuosa e appassionata.

La rosa di Franco Battiato tra Desiderio e Legge

A vegliare sulla manifestazione resta la rosa dipinta da Franco Battiato, simbolo della Milanesiana fin dalla prima edizione e rielaborata da Franco Achilli per rappresentare l’intreccio tra Desiderio e Legge.

Il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione. Le spine ricordano invece il limite, la norma, il rischio. E sarebbe troppo facile immaginarli come avversari.

In fondo, un desiderio completamente privo di ostacoli rischia di diventare noioso quanto un film senza conflitto. Sono il limite, l’attesa, persino un divieto a conferirgli forma. Senza spine, le rose finirebbero per assomigliare a fiori di plastica.

Forse è questo il filo segreto dei tre incontri: la crepa di Charlotte Casiraghi, i ricordi di Laura Morante, le note che attraversano entrambi. Tutte cose che esistono perché qualcosa manca, finisce o resiste.

La vita non è intatta. Per fortuna.

E La Milanesiana, anche d’autunno, continua a infilare un dito proprio lì, nella crepa.

La Milanesiana d’autunno è organizzata dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi e da Imarts International Music and Arts, con il patrocinio del Comune di Milano e di Regione Lombardia. Sponsor Illumia e Incontri Esistenziali.

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