ESPN DeportesCómo las Valkyries fueron de la expansión hasta las Finales WNBAESPNRams OL Jackson punches Bills LB Chubb at midfield after 'emotional game'The Jerusalem PostHerzog honors Israel Bonds for raising billions post-Oct 7 while mourning northern school tragedyInquirer300 kilos of trash collected in Sarangani Bay mangrove cleanupBollywood HungamaSadhu Tiwari to perform Nayyi Navelli song ‘Awadhiya Ke Raja’ at Ram Ki Paidi in AyodhyaRTP DesportoLens - Sporting CPDaily MaverickHow the Middle East conflict is reshaping the multipolar global orderRadio Times'It was jaw dropping!'The Hollywood Reporter‘Queen Silvia’ Ditches the Glass Slipper for Un-Cinderella Royal Romance3DNewsМарсоход NASA Perseverance побил рекорд пробега на другой планете — и останавливаться не собираетсяZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioBBC NewsMurder investigation after four people die in arson attack
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 13, 2026

Mosca: “Dall’inizio della guerra abbiamo venduto ai paesi Ue petrolio per 286 miliardi di euro nonostante le sanzioni”

Translate

Mosca: “Dall’inizio della guerra abbiamo venduto ai paesi Ue petrolio per 286 miliardi di euro nonostante le sanzioni”

Icona dei commenti Commenti

Mosca ha venduto ai Paesi europei idrocarburi per oltre 320 miliardi di dollari dal 2022, nonostante le sanzioni adottate nei suoi confronti a causa del conflitto in Ucraina. “La cifra ammonta a 320,7 miliardi di dollari (circa 286 miliardi di euro, ndr) per il periodo che va dal 2022 a oggi. Si tratta del valore delle forniture di risorse energetiche ai Paesi dell’Unione europea”, ha detto in televisione il vicepremier russo responsabile dell’Energia, Alexander Novak. Nei soli primi nove mesi del 2026 i Paesi europei hanno acquistato idrocarburi russi per 21,3 miliardi di dollari (circa 19 miliardi di euro). “In altre parole, nonostante le restrizioni legate alle sanzioni, continuiamo a fornire risorse energetiche in alcuni settori per i quali sono state concesse deroghe”, ha aggiunto Novak.

Dall’inizio dell’offensiva su larga scala in Ucraina, l’Unione europea ha adottato numerose sanzioni contro la Russia. Tuttavia, diversi Paesi, tra cui la Francia, continuano ad approvvigionarsi di idrocarburi russi, in particolare di gas naturale liquefatto. Alcuni Stati, tra cui Slovacchia e Ungheria, beneficiano inoltre di deroghe che consentono loro di acquistare petrolio russo trasportato attraverso gli oleodotti. Il totale indicato da Mosca non comprende gli idrocarburi russi che raggiungono indirettamente l’Europa dopo essere stati trasformati in Paesi terzi, come l’India e la Turchia. Questi Paesi, al pari della Cina, hanno aumentato considerevolmente gli acquisti di greggio russo dal 2022.

Questa situazione ha suscitato le critiche di esponenti politici statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump, che venerdì ha annunciato un accordo per la fornitura di diesel russo ai mercati, con l’obiettivo di contribuire a contenere i prezzi in aumento a livello mondiale. Ieri il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent aveva criticato quella che ha definito l'”ipocrisia” degli europei, accusandoli di “continuare a finanziare Vladimir Putin” mentre “sostengono che non possiamo beneficiare di un sollievo sui prezzi del diesel”.

L’Unione europea potrebbe “ostacolare” il raggiungimento di accordi tra Mosca e Washington imponendo nuove sanzioni sulle risorse energetiche russe. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando il malcontento espresso dall’Europa per la decisione statunitense di consentire l’importazione di diesel russo. “È certo che ciò potrebbe ostacolare (gli accordi)”, ha affermato Peskov. “Il fatto è che i paesi europei, proprio come tutte le altre nazioni, sono, ovviamente, acquirenti attivi di petrolio e prodotti petroliferi russi”, ha spiegato il portavoce presidenziale, sottolineando che la Russia fornisce prodotti competitivi al mercato globale e continuerà a farlo in futuro.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.