Andersson 'pronta a governare', ma il voto spacca la Svezia
Un Paese diviso a metà che, comunque vada, non sarà facile da governare. Le elezioni svedesi hanno registrato l'inattesa frenata dei Democratici Svedesi di Jimmie Akesson e la vittoria di misura della coalizione di centrosinistra, che al momento può contare su tre seggi in più rispetto al centrodestra nel Riksdag, il Parlamento nazionale.
Uno scarto minimo che si riduce ulteriormente se si pensa che, stando così le cose, il centrosinistra avrebbe solo un seggio in più rispetto alla maggioranza assoluta. Basterà? La leader socialdemocratica Magdalena Andersson ha promesso che "la Svezia avrà un nuovo governo". Ma solo mercoledì, quando arriveranno i risultati del voto degli svedesi all'estero e dei comuni ancora in ritardo a Stoccolma il quadro potrà essere chiaro.
I socialdemocratici nelle ore successive allo spoglio hanno subito indetto una riunione per valutare i prossimi passi. La coalizione guidata da Andersson è saldamente guidata dai socialdemocratici con il 28,1% (che rappresenta comunque un salto indietro rispetto al 30,3% del 2022), seguito dalla Sinistra con l'8,3%, dal Centro con il 7,1% e dai Verdi con il 6,1%. Mettere assieme il Partito del Centro - che in Europa siede tra i Liberali - e quello della Sinistra sarà tutt'altro che semplice per Andersson, e già nei giorni scorsi entrambi i partiti hanno manifestato più di una perplessità a riguardo. La formazione di un governo potrebbe richiedere diverse settimane, se non addirittura mesi.
Il segretario dei socialdemocratici, Tobias Baudin, ha comunque confermato di aver scambiato messaggi con esponenti degli altri partiti e, interpellato sulle possibili divergenze, ha dichiarato di essere "assolutamente convinto" che un'intesa verrà trovata con spirito di compromesso. "Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità", ha rincarato Andersson rivolgendosi ai militanti in una notte elettorale segnata comunque dall'entusiasmo.
Una notte con un ospite d'eccezione, Benny Andersson. Il compositore degli Abba si è messo al pianoforte è ha cominciato a suonare la celebre Mamma Mia, sostituendo le due parole con "Magdalena", nome di battesimo della leader socialdemocratica. E anche in Europa la performance del centrosinistra non è passata certo inosservata. "Un forte segnale che le persone vogliono una politica fondata sulla solidarietà, l'uguaglianza e uno stato sociale forte. Una Svezia progressista è una buona notizia per tutta l'Europa. È tempo di tornare a essere leader", ha sottolineato la leader dei Socialisti Ue Iratxe Garcia Perez.
La leader della coalizione di centrosinistra Magdalena Andersson
Eppure, con il 94% dei voti scrutinati la differenza tra i due blocchi è solo di 28mila voti. E il premier uscente Ulf Kristersson non ha alcuna intenzione di proclamare la vittoria degli avversari prima di mercoledì. "La prendo con abbastanza serenità, poi farò qualche telefonata. Abbiamo un governo stabile, attualmente in carica, in grado di risolvere tutti i problemi che riscontiamo in questo momento", ha sottolineato Kristersson che, già nel 2022, era stato dato erroneamente per sconfitto dagli exit poll.
Il leader dei Moderati può comunque dirsi soddisfatto. Il suo partito è rimasto il primo all'interno del centrodestra, con il 19,9%, seguito al 17,5% dai Democratici Svedesi di Akesson.
L'ultradestra anti-migranti, che i sondaggi davano in ascesa verso il governo, alla fine ha mancato l'atteso exploit, perdendo tre punti rispetto al 20,5% del 2022. "È chiaro che abbiamo perso qualche punto percentuale. Ritengo comunque che in questa campagna elettorale siamo stati noi i vincitori", ha detto Akesson provando a smorzare la delusione dei militanti.
Per alcuni a pesare potrebbe essere stato 'il voto tattico' riservato dagli elettori di centrodestra ai Liberali, il minore dei partiti della coalizione: rischiavano di non superare il 4% ma alla fine hanno raggiunto il 5,4%. L'onda nera, però, si è fermata in Scandinavia.
Video Elezioni in Svezia, 'Mamma mia' diventa 'Magdalena' per i socialdemocratici
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