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Thursday, September 24, 2026

A 51 anni è ancora in finale al volteggio: la prestazione da leggenda della ginnasta Oksana Chusovitina | Video

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Ha 51 anni, ma guardando il video della sua prova al volteggio il dato anagrafico sembra quasi un errore. Oksana Chusovitina corre, stacca, vola e atterra ancora abbastanza bene da competere con ginnaste che potrebbero essere sue figlie. Martedì, ai Giochi Asiatici di Nagoya, la leggenda uzbeka ha ottenuto 13.266 punti, quarto punteggio delle qualificazioni, conquistando così un posto nella finale del volteggio in programma oggi.

Non è una gara per veterane, né un’esibizione celebrativa. Chusovitina è ancora lì, tra le migliori del continente, a giocarsi una medaglia. Davanti a lei nelle qualificazioni soltanto la sudcoreana Yeo Seo-jeong (14.466), la nordcoreana An Chang-ok (13.900) e la cinese Du Siyu (13.433).

La sua carriera, del resto, sembra appartenere a un’altra scala temporale. Chusovitina vinse il primo oro olimpico addirittura a Barcellona 1992, nella gara a squadre con la Comunità degli Stati Indipendenti, pochi mesi dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Da allora ha partecipato a otto Olimpiadi, record assoluto tra le ginnaste: da Barcellona fino a Tokyo 2020. A Pechino 2008 conquistò anche l’argento individuale al volteggio, quella volta con la maglia della Germania.

Dietro quel cambio di bandiera c’era una storia familiare. Nel 2002 il figlio Alisher si ammalò di leucemia e Chusovitina si trasferì in Germania per permettergli di ricevere cure adeguate. Ottenne la cittadinanza nel 2006 e gareggiò per la nazionale tedesca fino al 2012. Poi, una volta guarito il figlio, tornò a rappresentare l’Uzbekistan. “Se mio figlio non si fosse ammalato, non me ne sarei mai andata”, ha raccontato.

Ai Giochi Asiatici ha già conquistato otto medaglie, tra cui due ori, mentre ai Mondiali è stata tre volte campionessa e ha raccolto nove medaglie individuali al volteggio. Ora, più di 34 anni dopo Barcellona, Chusovitina è ancora sulla pedana. E non soltanto per esserci: a 51 anni, è ancora abbastanza competitiva da provare a salire su un podio internazionale.

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