Ronaldo compie 50 anni, carriera e vittorie del Fenomeno brasiliano

Spegne 50 candeline il fuoriclasse brasiliano, l'uomo che più di tutti, prima di Messi e Cr7, ha saputo avvicinarsi al mito di Pelé e Maradona. Una carriera folgorante con l'approdo in Europa e il dominio al Barcellona prima del trasferimento da record all'Inter, col Pallone d'Oro e i darammatici infortuni. Poi il Mondiale vinto, i successi col Real dei Galácticos e il ritorno a Milano in maglia rossonera. Fino al crepuscolo in. Brasile, dove soltanto O'Rey è stato più amato di lui. La fotostoria
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NEL SOLCO DEI PIÙ GRANDI CALCIATORI DI SEMPRE
- Dopo Pelé e Maradona, prima di Messi e Cristiano, ma sempre e soltanto in ordine squisitamente cronologico. Nel giorno in cui taglia il traguardo dei suoi primi 50 anni, il mondo del calcio riserva il giusto tributo al primo Ronaldo, Luis Nazario da Lima, l'uomo che più di tutti dopo O'Rey ha fatto sognare il Brasile. Una carriera, la sua, costellata di tofei e colpi di genio, ma altrettanto segnata dalle cadute e dagli infortuni che ne hanno condizionato la sua ascesa al pantheon del pallone
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GLI INIZI DA PREDESTINATO AL CRUZEIRO
- Nato a Rio de Janeiro nel 1976, Ronaldo muove i primi passi da predestinato con la maglia del Cruzeiro. Non ancora maggiorenne, travolge le difese brasiliane segnando 56 reti in 54 partite ufficiali e trascinando la squadra alla vittoria del Campionato Mineiro e della Coppa del Brasile nel 1993. Le sue prestazioni fuori scala spingono il ct della Nazionale maggiore Parreira a convocarlo, appena 17enne, per il Mondiale di Usa 1994, dove si laurea campione del mondo pur senza mai scendere in campo
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LO SBARCO IN EUROPA E L'ESPLOSIONE AL PSV
- Nell'estate del 1994, seguendo le orme del connazionale Romário, Ronaldo sbarca in Europa firmando per gli olandesi del PSV Eindhoven. L'impatto col calcio europeo è devastante: al suo primo anno si laurea capocannoniere della Eredivisie con 30 gol. In Olanda rimane due stagioni, vincendo una Coppa dei Paesi Bassi e una Supercoppa d'Olanda, prima che i top club del continente inizino una vera e propria asta per accaparrarsi il suo cartellino
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LA CONSACRAZIONE PLANETARIA A BARCELLONA
- Nel 1996 il Barcellona acquista il brasiliano per una cifra record. L'unica stagione trascorsa in Catalogna è probabilmente l'apice della sua onnipotenza fisica e tecnica: segna 47 gol in 49 partite complessive. Sotto la guida di Bobby Robson, Ronaldo trascina i blaugrana alla conquista di una Supercoppa di Spagna, una Coppa del Re e, soprattutto, della Coppa delle Coppe nel 1997, decidendo la finale di Rotterdam contro il Paris Saint-Germain
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L'APPRODO ALL'INTER E IL PRIMO PALLONE D'ORO
- Nel 1997 Massimo Moratti paga l'intera clausola rescissoria per portarlo all'Inter, mettendo a segno un colpo sensazionale. A Milano riceve ufficialmente il soprannome di Fenomeno e, al termine di un anno solare pazzesco, a dicembre, anche il suo primo Pallone d'Oro. Nel maggio 1998 firma il trionfo nerazzurro in Coppa Uefa nella finale di Parigi contro la Lazio, culminata con il celebre doppio passo che inganna il portiere biancoceleste Marchegiani
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IL DRAMMA DEL 1998 E L'INCUBO DEGLI INFORTUNI
- Poi il destino, fino ad allora benevolo, gli volta le spalle. Il giorno della finale del Mondiale di Francia 98, Ronaldo è colto da un misterioso malore a poche ore dal match: scende in campo visibilmente debilitato e il Brasile perde contro i padroni di casa. È l'inizio del periodo buio: nel novembre 1999 si rompe il tendine rotuleo del ginocchio destro. Cinque mesi dopo, il 12 aprile 2000, rientra nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, ma il ginocchio cede di nuovo dopo appena sei minuti dal suo ingresso
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LA RINASCITA E IL TRIONFO AL MONDIALE 2002
- Dopo oltre due anni di calvario, operazioni e riabilitazione, il Fenomeno compie uno dei più grandi comeback della storia. Viene convocato per il Mondiale di Corea e Giappone 2002, dove trascina il Brasile alla vittoria del suo quinto titolo iridato. Segna otto reti, inclusa la doppietta decisiva in finale contro la Germania di Oliver Kahn, laureandosi capocannoniere del torneo e dimostrando al mondo di essere tornato il calciatpre più forte del pianeta
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L'EPOPEA DEI GÁLACTICOS AL REAL MADRID
- Il riscatto mondiale convince Florentino Pérez a portarlo al Real Madrid nell'estate del 2002 per farne la punta di diamante dei Galácticos. Pochi mesi dopo riceve il suo secondo Pallone d'Oro. A Madrid Ronaldo vince la sua prima e unica Coppa Intercontinentale (segnando in finale), due Liga e un'altra Supercoppa di Spagna, deliziando il Santiago Bernabéu con giocate d'alta scuola nonostante una mobilità ridotta rispetto agli anni d'oro
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IL RITORNO A MILANO SULLA SPONDA ROSSONERA
- Nel gennaio 2007, ormai fuori dai piani del Real Madrid, Ronaldo torna in Italia ma questa volta per vestire la maglia del Milan. Nonostante i problemi di peso legati all'ipotiroidismo, l'asso brasiliano mostra sprazzi della classe di un tempo segnando gol pesanti per la qualificazione in Champions League dei rossoneri. L'avventura si interrompe bruscamente nel febbraio 2008, quando subisce la rottura del tendine rotuleo dell'altro ginocchio, quello sinistro
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L'ATTO FINALE AL CORINTHIANS E IL RITIRO
- Dato per finito da moltii, Ronaldo torna nuovamente in patria per chiudere la carriera nel Corinthians. Nonostante una forma fisica lontana dai tempi d'oro, la sua classe cristallina gli permette di vincere un Campionato Paulista e un'altra Coppa del Brasile nel 2009. Il 14 febbraio 2011, tormentato dai dolori e dai problemi fisici, annuncia ufficialmente il suo addio al calcio giocato in una emozionante conferenza stampa
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