Residenti palestinesi denunciano: bulldozer israeliani sradicano ulivi alla vigilia della raccolta

I bulldozer dell’esercito israeliano hanno sradicato degli ulivi su terreni di proprietà palestinese nel villaggio di Deir Nizam, nella Cisgiordania occupata da Israele, vicino a Ramallah.
L’operazione è avvenuta poche settimane prima che gli agricoltori palestinesi iniziassero la loro raccolta annuale, secondo quanto riferito da alcuni residenti intervistati da Reuters.
I bulldozer dell’esercito hanno sradicato file di ulivi, alcuni dei quali piantati tra le case del villaggio, sotto gli occhi delle famiglie.
Una donna piangeva mentre osservava le macchine all’opera, dicendo: «Ci hanno lasciato senza nulla».
L’agricoltore e proprietario terriero palestinese Abd Alfattah Tamimi ha affermato che l’esercito ha distrutto gli ulivi piantati sui terreni della sua famiglia, oltre a quelli dei suoi vicini.
Guardando verso un vicino insediamento israeliano, un altro agricoltore, Nather Tamimi, ha affermato che la tempistica della demolizione era stata studiata per infliggere il massimo danno in vista della raccolta.
Ha aggiunto che la sola sua famiglia produceva ogni anno circa 120 fusti di olio d’oliva da quei terreni.
L’operazione dell’esercito a Deir Nizam fa parte di un fenomeno più ampio documentato in tutta la Cisgiordania occupata.
La Commissione per la resistenza alla colonizzazione e al muro dell’Autorità palestinese ha dichiarato che gli attacchi israeliani ai terreni agricoli nel mese di agosto hanno colpito 21.508 alberi, tra cui 19.375 ulivi.
Molte famiglie palestinesi fanno affidamento sulla raccolta annuale delle olive come fonte di reddito; il frutto e il suo olio costituiscono infatti una pietra miliare dell’economia rurale e un simbolo di attaccamento alla terra, spesso tramandato di generazione in generazione.
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