Controlli con metal detector a scuola, a che punto sono le richieste degli istituti

Decine di coltelli, tirapugni, scimitarre, pistole ad aria compressa, sfollagente e machete: è quanto è stato sequestrato nelle scuole italiane che hanno installato i metal detector al loro ingresso, nel periodo tra febbraio e maggio 2026. Era gennaio quando il governo dava il via ai monitoraggi negli istituti, dopo la morte di uno studente 18enne all’Istituto Einaudi di La Spezia, ucciso a coltellate da un compagno poco più grande. Ora il tema della sicurezza nelle aule è tornato al centro del dibattito, per il recente caso di un ragazzo 13enne che, a Roma, ha accoltellato una sua professoressa.
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Quello che devi sapere
Metal detector a scuola, quanti istituti sono coinvolti?
È proprio in mezzo alle polemiche per l’episodio romano che il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fornito i dati sul primo periodo di monitoraggio. Gli interventi effettuati sono stati in tutto 2.828 in 276 scuole su tutto il territorio nazionale. Va comunque ricordato che per i presidi chiedere l'attivazione dei controlli è soltanto una possibilità, e non un obbligo.
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La direttiva interministeriale
Nella direttiva interministeriale dello scorso gennaio che ha previsto i controlli si afferma che "la scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza" e "la sicurezza è la condizione della autentica libertà". Il testo ricorda poi "che le attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo costituiscono una condizione necessaria per contrastare fenomeni illeciti e affermare in modo concreto la presenza dello Stato" e "per risultare pienamente efficaci, devono essere accompagnate dal rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile".
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Le misure nello specifico: i controlli “mirati”
Scendendo nel dettaglio, la direttiva prevede che “riguardo ai controlli di sicurezza, tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato”, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, “potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati”.
I metal detector
È soltanto in seconda battuta che si prevede anche l’utilizzo dei metal detector. “Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi. Le modalità di adozione di tali strumenti saranno oggetto di dedicate riunioni tecniche presso le Questure, anche con il coinvolgimento degli stessi Dirigenti scolastici, e dovranno assicurare, tra l’altro, che l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”, si legge nella direttiva.
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L'esempio di Napoli
Per fare un esempio, nei giorni scorsi, in occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto controlli con metal detector mobili agli accessi delle scuole con l'utilizzo anche di unità cinofile contro lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Quante scuole ci sono in Italia?
Al di là delle misure in sé, in molti hanno sottolineato come finora il numero di istituti coinvolti (276) sia troppo basso per dare un’idea realistica della situazione. Le “istituzioni scolastiche statali” sono circa 7.600, secondo i dati relativi all’anno scolastico 2024-2025 forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le singole sedi sono però molte di più, vicine alle 40mila, di cui circa la metà sono scuole medie e scuole superiori. Valditara si mostra comunque soddisfatto del percorso iniziato: “Laddove la comunità scolastica abbia chiesto l'intervento del Prefetto, la risposta è stata immediata ed efficace anche grazie al lavoro delle forze dell'ordine”, spiega.
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I ragazzi sono favorevoli ai controlli?
“Ora che si scopre che il 70% dei giovani è favorevole a controlli di questo tipo - aggiunge il ministro - si chieda piuttosto a quelle forze politiche che hanno contestato la misura come repressiva che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?", chiede Valditara. Il riferimento è a un sondaggio di Skuola.net, secondo cui il 28% degli studenti si dichiara molto favorevole ai metal detector considerando l'incolumità fisica una priorità assoluta, mentre un ulteriore 40% ritiene la misura un valido deterrente, ma da applicarsi solo nei contesti più a rischio. Solo una minoranza si dichiara contraria, perché si tratterebbe di una misura repressiva che non risolverebbe i problemi (16%) o addirittura potrebbe peggiorarli (16%).
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