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Friday, October 2, 2026

Franco Gabrielli entra in politica. L’ex capo della Polizia aderisce al progetto di Ruffini: “Per rendere più largo il centrosinistra”

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Franco Gabrielli entra in politica. L’ex capo della Polizia aderisce al progetto di Ruffini: “Per rendere più largo il centrosinistra”

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“Ho deciso”. In un’intervista al Corriere della Sera, Franco Gabrielli annuncia la sua discesa in campo aderendo al progetto di Ernesto Maria Ruffini. L’ex capo della Polizia entra così in politica dopo essere stato già direttore dei servizi segreti interni e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Mario Draghi, oltre che prefetto di Roma e poi delegato per la sicurezza del sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto”, dice Gabrielli.

Aderisce ai comitati “Più Uno” lanciati dall’ex direttore dell’Agenzia delle entrate: progetto nato con l’intento, è stato detto, di costruire un’area centrista all’interno della coalizione di centrosinistra. “Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’alleanza costruita attorno a un’idea del Paese”, spiega Gabrielli.

La apparente scomparsa del centro nello scenario politico italiano è – osserva – “il segno di uno smarrimento profondo” ma per invertire la tendenza “si può essere moderati nel metodo e radicali negli obiettivi. Radicali significa andare alla radice delle disuguaglianze, della precarietà, dell’insicurezza”. Oltre a Ruffini, Gabrielli individua come compagni di percorso “innanzitutto le persone che hanno accompagnato Ernesto Ruffini nella costruzione di Più Uno. Con Alessandro Onorato e con le altre esperienze civiche e riformiste il confronto è non soltanto possibile, ma utile”.

Quanto al rapporto con il leader di Italia Viva “non credo nei veti – aggiunge Gabrielli – Matteo Renzi da tempo dichiara di volersi collocare nel centrosinistra. Questo dato non può essere ignorato”. Invece sul leader di Azione “non parlerei di ‘recuperare‘ Calenda – sottolinea – come se qualcuno dovesse essere riportato all’ovile. Carlo Calenda ha una propria identità, che ha difeso con coerenza, e su molte questioni sostiene posizioni nette. Su altre esistono differenze, pure rilevanti. Spetterà a noi costruire una proposta tanto interessante da interpellare anche lui e il suo elettorato”. Infine circa le possibili primarie “possono essere uno strumento utile – riconosce – ma bisogna rispettare l’ordine delle cose. Prima si costruiscono un programma condiviso, un perimetro politico e regole comuni. Poi eventualmente si chiede ai cittadini di scegliere chi debba assumersi la responsabilità di guidare quel progetto. Sarebbe un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti”, aggiunge. Gabrielli interviene anche sulla crescita della forza politica di Roberto Vannacci: “Il successo di Vannacci è anche la dimostrazione del fallimento del governo, soprattutto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Vannacci dice oggi molte delle cose che Giorgia Meloni diceva quando era all’opposizione. Ma un conto è spararle grosse dall’opposizione; un altro è governare fenomeni complessi“, conclude.

Un annuncio che viene accolto positivamente da diversi esponenti del campo progressista. L’impegno di una personalità come Gabrielli nel campo progressista “lo considero una cosa molto positiva e considero Franco Gabrielli una personalità che può dare un grande contributo su molti temi, non solo su quelli della sicurezza”, ha dichiarato Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra. “Accolgo con molto favore l’impegno di Franco Gabrielli a costruire un centrosinistra più forte. La parola sicurezza, intesa come capacità di rispondere alla domanda di protezione delle persone, deve essere parte essenziale del nostro vocabolario“, ha sottolineato Roberto Speranza, deputato del Pd ed ex ministro della Salute. Anche per Lia Quartapelle, deputata dem, so tratta di “un’ottima notizia”, così come per il sindaco di Milano che però pone un quesito: “È chiaro che l’intento è assolutamente nobile, ma rimane sempre la domanda di come tutte le anime più ‘centriste’ – non so neanche se ha senso definirle centriste – riusciranno a trovare sintesi“, commenta Giuseppe Sala.

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