“Dov’è il mio ombrello?”: re Carlo III travolto da una tempesta tropicale, resta sul palco completamente fradicio mentre Camilla viene portata al riparo e ride. La scena surreale ai Caraibi – VIDEO
Inzuppato fradicio, sotto un acquazzone tropicale, con i capelli arruffati dal vento e la disperata richiesta di un ombrello; che tarderà ad arrivare. La scena incredibile è stata filmata mentre re Carlo III, insieme alla moglie Camilla, affrontava una tempesta di acqua e vento durante la parata militare che celebrava l’Indipendenza di Antigua e Bermuda.
Il Royal tour del sovrano, 77enne e ancora in cura per il cancro che lo ha colpito nel 2024, è tutto in salita, sotto molti profili. La scena incredibile della tempesta che si è abbattuta sulla coppia reale è sembrata una metafora di quello che sta affrontando la monarchia; non solo per gli scandali che hanno offuscato il regno del re anziano, che ha passato la vita in attesa di poter subentrare alla madre, ma anche per l’ingrato compito che è chiamato a svolgere per conto del governo, in questa precisa occasione.
Da tempo, tra il Regno Unito ed i paesi, ex colonie, del Commonwealth è in corso un braccio di ferro. Le isole caraibiche che hanno sofferto le conseguenze della tratta degli schiavi, chiedono delle scuse formali ed una compensazione economica per il danno subito. Il primo ministro laburista, Andy Burnham, costretto a riaprire la discussione sul tema, è partito lunedì alla volta di Antigua e Barbuda, tra l’altro costringendo l’aereo decollato da Londra, a fare scalo a Manchester per prenderlo a bordo e portarlo al summit dei capi di governo del Commonwealth. In questa delicata partita diplomatica, il sovrano è una pedina fondamentale; il suo compito è quello di creare un’atmosfera favorevole alla discussione; ecco perché il re è stato mandato in avanti per allentare le tensioni prima dell’arrivo del Primo Ministro.
Il 28 ottobre scorso, mentre Carlo III partiva per i Caraibi, a Londra si accendeva la discussione sul come gestire la materia. Il primo Ministro Andy Burnham ha chiarito che porterà le sue “scuse”, in maniera ufficiale, mentre la leader del partito Conservatore, Kemi Badenoch, seppur di origini nigeriane, ha chiuso la discussione affermando che la richiesta di una riparazione economica debba essere respinta e che il Commonwealth debba “guardare avanti”. Così, Carlo e Camilla si sono prestati alla lunga trasferta al di là dell’oceano per dispensare sorrisi, scambiarsi doni, ballare con le maracas e cominciare a prendere la parola sul tema dello schiavismo. Al re è anche affidato il compito di aprire il vertice dei leader del Commonwealth, che presiede in qualità di Capo di Stato dei Paesi membri e per questo sarà costretto ad affrontare l’argomento anche se lo farà limitandosi ad una “risoluta onestà” e ad un “sincero rincrescimento”, così come anticipato nei giorni scorsi da Buckingham Palace. Ma niente “scuse”.
Le isole caraibiche hanno quantificato la richiesta di danni dai 18 trilions di sterline, circa 21.528 miliardi di euro, in su. Da qui, il rischio che ogni parola possa diventare il terreno scivoloso utile ad aprire gli estremi per pretendere il risarcimento. Rifiutarsi di pagare dopo aver riconosciuto l’errore ed essersi scusati apertamente, aprirebbe alla possibilità di portare il governo britannico in tribunale. Ecco perchè Downing Street avrebbe esercitato una certa “pressione”, come spiega anche il Telegraph, nei confronti del re e del ruolo chiamato a giocare: “Il re è stato trascinato nell’agone politico”. E la strategia di Burnham è chiara: lui da Londra annuncia l’intenzione di “scusarsi” attraverso una intervista sul Guardian, mentre il re conclude la vista di Stato in Guyana, prima della celebrazione ad Antigua e del summit. In tutto questo, la tempesta tropicale è arrivata esattamente prima che Carlo III sia chiamato a fare il suo discorso al summit, laddove la monarchia sarà chiamata a muoversi “sul filo del rasoio” diplomatico, costretta a esprimere “rammarico” ma senza porgere delle “scuse”.
Ecco perchè, infradiciato sul piccolo palco allestito allo stadio Sir Vivian Richards, il re ha stretto i denti e si è limitato a chiedere ripetutamente: “Dov’è il mio ombrello?”. Ma senza potersi allontanare. Camilla è stata soccorsa da un ombrellino trasparente e accompagnata al riparo sugli spalti, dove si è messa a ridere per l’accaduto. Carlo III, invece, è stato costretto lì, sotto l’acqua, a invocare un aiuto. Quando anche lui ha finalmente raggiunto un riparo si è rivolto al primo ministro di Antigua e ironizzando gli ha detto. “Credo che stia per crescere il “watercress” (il crescione) sul mio abito”. Ma il sovrano non aveva alternative, il suo ruolo è troppo delicato per dimostrare “disinteresse” e scappare a ripararsi dalla pioggia.
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