Scuola, quali sono le città che superano il 30% di alunni stranieri nella primaria?

Giovedì il disegno di legge sulla scuola potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri: tra le novità anche il tetto del 30% degli stranieri in classe, che però potrebbe provocare diversi problemi in alcune città del Centro-Nord Italia, dove questa percentuale è superiore. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, di SkyTG24, andata in onda il 21 settembre
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La scuola potrebbe essere protagonista già giovedì in Consiglio dei ministri. Dopo gli annunci della premier Meloni e il monito di Mattarella, che ieri ha sottolineato come “la scuola deve essere aperta a tutti, senza ghetti o barriere”, a breve potrebbe arrivare in Cdm il disegno di legge con incluse le novità annunciate dalla premier, ossia il tetto agli stranieri per classe, l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano e il divieto di burqa e niqab in aula. Il provvedimento già divide, tra il plauso di Futuro Nazionale di Vannacci e le critiche dal centrosinistra. Il tema è stato al centro della puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 21 settembre 2026.
I dati
Nell’anno scolastico 2024/25 erano 931.323 gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole italiane. Il dato, elaborato dalla Fondazione ISMU ETS a partire dalle rilevazioni Istat, equivale all’11,6% degli oltre 8 milioni di alunni complessivamente presenti nel sistema scolastico nazionale. In sostanza, quasi uno studente ogni otto non possiede la cittadinanza italiana. La presenza degli alunni stranieri varia però in maniera significativa a seconda del livello di istruzione. È la scuola primaria a registrare l’incidenza più alta, con una quota del 13,7%. Seguono la scuola dell’infanzia, dove gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentano il 12,7%, e la secondaria di primo grado, con il 12,6%. Anche osservando la distribuzione sul territorio emergono differenze consistenti, con una presenza particolarmente significativa nelle regioni del Nord. La Lombardia è in testa per numero complessivo di alunni con cittadinanza non italiana: circa 237 mila, vale a dire più di un quarto dell’intera platea nazionale. Più distanti figurano l’Emilia-Romagna, che raccoglie il 12,2% del totale, e il Veneto, con il 10,8%
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La mappa degli stranieri
Il tema della concentrazione degli studenti stranieri nelle classi non è comunque nuovo. Nel 2010 il governo guidato da Silvio Berlusconi aveva introdotto l'idea di fissare al 30% il limite massimo di alunni stranieri per classe. La misura, tuttavia, non arrivò a trovare una concreta applicazione, anche per effetto delle numerose deroghe e delle difficoltà nel coordinare la composizione delle diverse classi. Un'eventuale reintroduzione di una soglia analoga potrebbe avere conseguenze soprattutto nei territori in cui la presenza di bambini con cittadinanza straniera è più elevata, a partire da diverse aree del Settentrione. Alcuni esempi mostrano quanto possano essere ampie le differenze a livello locale: a Monfalcone, in Friuli-Venezia Giulia, la quota nella scuola primaria sfiora il 70%, mentre raggiunge il 41,3% a Piacenza, il 34,8% a Prato e il 30,6% a Parma.
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Il caso di Piacenza
Proprio il capoluogo piacentino è una cartina di tornasole per capire il fenomeno. In città, come detto, la percentuale di bambini stranieri supera il 41%.
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La situazione in provincia di Piacenza e come contestuallizare i dati
La percentuale di bambini stranieri in provincia si assesta invece al 32% (contro il 68% di italiani). Il dato sugli studenti stranieri, però, andrebbe contestualizzato: infatti ben il 69% di questi è nato in Italia, mentre il 31% all’estero.
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