The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, September 29, 2026

Roma-Praga, l'asse dell'energia: Meloni da Babiš prima del vertice Ue

Translate

Cooperazione bilaterale in primo piano, ma con lo sguardo già puntato su Bruxelles. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è oggi in visita ufficiale nella Repubblica Ceca, su invito del primo ministro Andrej Babiš e accompagnata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il programma prevede l'arrivo verso le 19, un incontro a due, dichiarazioni alla stampa alle 19.30 e una cena di lavoro offerta da Babiš.

Il piatto forte è il Piano d'Azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030. Copre cooperazione politica ed economica, difesa e sicurezza, infrastrutture, ricerca e innovazione, migrazione e competitività. Sarà lanciato anche l'Anno della Cultura Italia-Repubblica Ceca 2027-2028. Secondo le fonti italiane, anche il rafforzamento dei collegamenti infrastrutturali e dei trasporti tra il Mediterraneo e l'Europa centrale può offrire nuove prospettive di collaborazione.

La parte politicamente più rilevante riguarda l'Europa. Meloni e Babiš vogliono definire proposte operative da presentare al Consiglio europeo di ottobre per contrastare il caro energia e correggere il meccanismo degli Ets. Le fonti italiane sostengono che oggi il sistema di scambio delle quote di emissione gonfi artificialmente i prezzi e crei squilibri tra gli Stati. Le sei linee di intervento comprendono il regolamento sul metano e il rinvio dell'Ets2 (Emissions Trading System 2, è un nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione, pensato come "fratello minore" dell'ETS già esistente, che qui chiamiamo ETS1).

Il pacchetto prevede anche meccanismi temporanei di ulteriore flessibilità nell'assegnazione delle quote gratuite di Ets per proteggere i settori più esposti. Tra i punti la gestione della Market Stability Reserve e la trasmissione del prezzo della CO₂ sui mercati elettrici. Roma e Praga chiederanno inoltre a Bruxelles di sospendere o rendere flessibili alcune norme Ue, perché rendono più complesso il ricorso a fornitori alternativi. Reuters riferisce che i due governi vogliono il rinvio dell'entrata in vigore dell'Ets2, attualmente prevista per il 2028. Il nuovo sistema estenderà il prezzo del carbonio a trasporti su strada ed edifici. 

Sul tema Praga si muove da mesi. A gennaio Babiš aveva annunciato una lettera ai leader europei per chiedere una revisione dell'Ets1. A febbraio ha chiesto di prorogare l'Ets2 almeno fino al 2030, avvertendo che i prezzi elevati del carbonio rischiano di accelerare la delocalizzazione industriale. Al Bled Strategic Forum, a fine agosto, ha attaccato il Green Deal sostenendo che l'industria ceca ha perso 6,5 miliardi di euro. Ha anche chiesto di impedire che i ricavi dell'Ets1 confluiscano nelle risorse del prossimo quadro finanziario 2028-2034. Le dichiarazioni sono di parte, ma mostrano quanto il tema sia centrale per il premier ceco.

La visita si inserisce in un'Europa attraversata da tensioni. Secondo Reuters, le interruzioni delle forniture globali dovute ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente alimentano il malcontento degli elettori per l'aumento del costo della vita. Il caro-energia è quindi anche un problema di consenso interno per molti governi. 
MarketScreener Italia

Il quadro geopolitico

Il governo Babiš è nato nel dicembre 2025, in coalizione con la destra radicale di Spd e con il movimento Motoristi, dopo una campagna centrata su costo della vita e stop agli aiuti militari a Kiev. Il programma di governo prevedeva battaglie contro il Green Deal e il divieto dei motori a combustione dal 2035, e lasciava il sostegno all'Ucraina non assicurato. Sull'Ucraina Babiš ha poi mantenuto una linea più sfumata di quella annunciata in campagna elettorale. Ha dichiarato che Praga non finanzierà armi per Kiev con il proprio bilancio, ma che l'industria ceca potrà continuare a esportare. Ha inoltre rivisto la posizione sull'iniziativa ceca per le munizioni. Restano però le difficoltà: secondo il presidente Petr Pavel i Paesi che finanziano il programma si sono dimezzati, a circa nove, mentre l'iniziativa avrebbe fornito fino al 50% delle munizioni di grosso calibro all'Ucraina. Anche la spesa per la difesa è un nodo: Euronews ha riferito a marzo di tagli che allontanano Praga dagli impegni NATO, mentre il vertice dell'Aia del 2025 ha fissato l'obiettivo del 3,5% del Pil in difesa più l'1,5% in spese collegate alla sicurezza entro il 2035. 

Per l'Italia il capitolo difesa ha anche una dimensione industriale. Il gruppo ceco Czechoslovak Group, con base a Praga, ha acquisito nel 2022 la Fiocchi Munizioni, legando le filiere dei due Paesi.

View the original on Rai News →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.