Mi sembra giunta l’ora che il legislatore tocchi uno degli ultimi totem di questo paese: la legge Basaglia
di Germano Fiore
La corte costituzionale l’ha rifatto. Dopo la sentenza 76/2025 cui cui si sanciva il diritto all’ascolto da parte del giudice tutelare e la notifica del provvedimento all’interessato, da ieri con la sentenza 157/2026 il procedimento non può più svolgersi senza un avvocato. Se la persona non ha un legale di fiducia, il giudice deve nominarne uno d’ufficio per assisterla durante la convalida o la proroga.
Mi sembra evidente che, ferme restando le tutele nei confronti dei pazienti, il Tso sta virando verso un atto di polizia con tanto di piccolo processo nei reparti per acuti. Tutto ciò con ogni evidenza esclusivamente per quanto attiene alle dinamiche successive alla materiale esecuzione (che sono sempre state normoproblematiche) a differenza di tutto ciò che precede l’esecuzione, che è frequentemente problematico per l’interfaccia tra i sanitari e le forze dell’ordine e il conseguente rimpallo di attribuzione e ruoli (come ad esempio il recente caso del sig. Fakir a Bologna dimostra ampiamente).
Come preoccuparsi di quale vena scegliere per una flebo ad un paziente che è stato trapiantato di cuore 5 minuti prima.
Mi sembra giunta l’ora che il legislatore tocchi uno degli ultimi totem di questo paese: la legge 180/1978. Non si può più far finta che:
– Una parte rilevante dell’assistenza ricada sulle famiglie, quando e se ci sono;
– La chiusura degli OPG e l’assenza di posti letto nelle REMS lasci a spasso o in contesti inadeguati un numero rilevante di persone con misure di sicurezza;
– Le nuove sostanze stupefacenti hanno modificato le presentazioni psicopatologiche e creato un gruppo disomogeneo di nuovi utenti;
– I reparti per acuti non possono essere distaccamenti dei tribunali con i medici e gli infermieri a fare da cancellieri;
– Le condotte eterolesive nei confronti del personale dei reparti sono frequenti e non più tollerabili;
– Una piccolissima parte di pazienti non trova risposte nell’attuale sistema interamente basato sulla volontarietà (con la significativa eccezione del TSO).
Altre ed eventuali significative che taccio per brevità.
Abbiamo 48 anni di esperienza con l’attuale legge che ha rivoluzionato in meglio il sistema della salute mentale. Dobbiamo avere il coraggio di vederne i limiti applicativi all’interno di una società che è cambiata. La salute mentale deve entrare nel dibattito politico e le prossime elezioni possono essere una opportunità perché ciò accada. Non importa se da destra o da sinistra ma da qualche direzione qualcuno non dimentichi un aspetto che segna la cifra di un Paese.
Nelle more, la magistratura continuerà a cambiare gli pneumatici ad un auto con troppi kilometri e noi operatori a guidarla con tanti pazienti sul sedile del passeggero.
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