Abolita tassa di due euro su piccoli pacchi extra Ue. Quanto ci perde lo Stato
Niente più tassa italiana da due euro sui piccoli pacchi in arrivo dai Paesi extra-Ue. L’articolo 30 della legge di Bilancio cancella definitivamente il contributo sulle spedizioni di valore fino a 150 euro, che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2026 e che, dopo una serie di rinvii, era stato posticipato a gennaio 2027.
L’applicazione della tassazione di due euro sui piccolo pacchi extra-Ue era stata inizialmente fissata da gennaio 2026, per poi slittare a luglio, successivamente a ottobre, poi a dicembre e, infine, a gennaio 2027. Ora la manovra ne dispone l’abrogazione. La cancellazione della tassa nazionale, tuttavia, non significa che i piccoli pacchi provenienti da fuori dell’Unione europea saranno esenti da costi aggiuntivi. Restano infatti le misure introdotte a livello comunitario: dal luglio scorso è in vigore un dazio forfettario europeo di tre euro sui piccoli acquisti extra-Ue.
L’abrogazione del contributo italiano comporterà per lo Stato una “perdita di gettito di 91,3 milioni di euro annui a decorrere dal 2027″, si legge nella relazione tecnica alla legge di bilancio. La stima, elaborata sulla base dei dati delle Dogane relativi a luglio e agosto, tiene già conto degli effetti del dazio europeo. Secondo i calcoli della relazione tecnica, le spedizioni potenzialmente soggette alla tassa italiana sarebbero state circa 61,7 milioni all’anno.
A questa previsione si aggiunge un’ulteriore riduzione del 7,6% dei volumi, legata all’aumento dei prezzi provocato dai nuovi costi applicati a livello europeo. Una contrazione che trova riscontro anche nei dati diffusi da Bruxelles: nei tre mesi successivi all’introduzione del dazio europeo, le dichiarazioni doganali relative ai piccoli pacchi sono diminuite in media di oltre il 60% nell’Unione europea.
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