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Saturday, October 31, 2026

HOFF 2026, tutti i vincitori: miglior film What the Tide Dragged In

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Si chiude la prima edizione di HOFF, Horror Online Film Festival: Metamorphosis, cinque giorni di cinema horror indipendente in streaming gratuito. Il Best Feature Film va a What the Tide Dragged In del cileno Patricio Valladares, storia di due sorelle e di un mare che restituisce ciò che si è preso. Doppietta per due corti francesi: Even the Moon Will Bleed vince Best Short Film e AHIFF Award, Romance Post-Mortem il Creator e il Critic Award. Dark Web Award a Jingle Hell, Social Award del pubblico all'italiano 0187 UFO, menzione speciale a Mark No Evil. E l'11 dicembre il festival approda all'Università di Bari. Ecco tutti i premiati

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Quello che devi sapere

Horror Online Film Festival nel segno della Tempesta di Shakespeare

«Full fathom five thy father lies; / Of his bones are coral made; / Those are pearls that were his eyes.» Così canta Ariel nella Tempesta di William Shakespeare, convincendo il giovane Ferdinando che il padre giace a cinque braccia sotto il mare, le ossa mutate in corallo e gli occhi in perle. Nulla di lui svanisce, prosegue il birbante spiritello dell'aria, ma subisce una sea-change, una metamorfosi marina, in qualcosa di ricco e strano. Sicché, se c'era un film destinato a vincere un festival intitolato Metamorphosis, forse era proprio quello in cui il mare si prende una ragazza e la restituisce cambiata. Gli dei del cinema, si sa, hanno un debole per le rime.

Si è conclusa venerdì 30 ottobre la prima edizione di HOFF, Horror Online Film Festival: Metamorphosis 2026, la rassegna internazionale dedicata al cinema horror indipendente, nata nel Salento e concepita interamente per lo streaming gratuito su HOFF TV. Cinque giornate di proiezioni, incontri e approfondimenti, venti opere in concorso da otto Paesi selezionate tra 55 candidature, venticinque giurati. E alla fine un palmarès di sette premi ufficiali e una menzione speciale che guarda soprattutto al Sudamerica e alla Francia, con l'Italia a fare gli onori di casa, come si conviene a un padrone di casa garbato che lascia agli ospiti le portate migliori.

What the Tide Dragged In è il miglior film di HOFF 2026

Il Best Feature Film va a What the Tide Dragged In, lungometraggio del cileno Patricio Valladares, coproduzione tra Argentina, Brasile e Cile. Due sorelle, Clara e Martina, raggiungono dopo il funerale della madre una spiaggia isolata per disperderne le ceneri. Quando Martina viene trascinata via da una corrente, il suo ritorno porta con sé comportamenti inspiegabili e un'inquietudine crescente. Un racconto costruito attorno al lutto e a un legame familiare segnato da presenze misteriose.

Viene in mente Dark Water di Hideo Nakata (2002), dove l'acqua che filtra dal soffitto di un condominio di Tokyo porta con sé una bambina scomparsa e il rapporto tra una madre e una figlia diventa un gorgo. Parimenti, nel film di Valladares il mare non è uno sfondo, ma un personaggio che prende e restituisce, e la domanda non è più se Martina sia tornata, ma che cosa sia tornato al suo posto. Un tema antico quanto il genere (basti pensare a Pet Sematary di Stephen King): i nostri cari che ritornano cambiati ci fanno più paura di qualsiasi mostro con le zanne.

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Even the Moon Will Bleed e Romance Post-Mortem, la doppietta francese

Il cinema francese porta a casa quattro riconoscimenti, divisi equamente tra due cortometraggi che fanno entrambi doppietta. Liberté, égalité, fraternité, appunto.

Even the Moon Will Bleed di Rémy Barbe e Stef Meyer si aggiudica il Best Short Film e l'AHIFF Award, assegnati da giurie differenti. Lungo le coste della Francia settentrionale si incontrano Raphaël, un serial killer solitario e tormentato, e Lucie, una misteriosa donna cieca sull'orlo del suicidio. Un assassino e una donna che non può vederlo: il film intreccia inquietudine, solitudine e poesia, e la ricerca di un legame umano assume contorni via via più oscuri. Anche qui, si noti, c'è il mare. A HOFF, quest'anno, si è respirato parecchio salmastro.

Romance Post-Mortem di Tinam Bordage conquista invece il Creator Award e il Critic Award. Una donna si risveglia sepolta viva in un luogo sotterraneo, senza ricordare come ci sia arrivata, e nell'oscurità scopre il cadavere della sua migliore amica. Edgar Allan Poe, che nel 1844 dedicò a questo terrore un racconto intero, La sepoltura prematura, lo considerava il più spaventoso tra gli estremi toccati in sorte ai mortali. Bordage ne ricava una premessa claustrofobica che tiene insieme paura, morte e affetti, e un titolo che è già un ossimoro: perché l'amore, si sa, sopravvive a tutto, persino alla bara. Per trasparenza nei confronti del lettore: della giuria del Critic Award faceva parte anche chi scrive, insieme a Emanuele Di Nicola e Flavia Orsini.

Jingle Hell, Dark Web Award al Natale di sangue

Il Dark Web Award, riconoscimento conferito dalla direzione del festival, va a Jingle Hell di Gaby Smiths, produzione tra Argentina e Regno Unito. Un gruppo di sconosciuti provenienti da Paesi diversi accetta un invito esclusivo per trascorrere il Natale in una remota tenuta argentina, un antico museo ferroviario. Due regole: niente telefoni e si parla soltanto inglese. Quella che sembra una vacanza insolita si trasforma in una lotta per la sopravvivenza, tra segreti, tensioni e una presenza minacciosa.

Sconosciuti, un invito misterioso, un luogo isolato: lo schema è quello che Agatha Christie consegnò alla storia con Dieci piccoli indiani (oggi ripubblicato in Italia come E poi non rimase nessuno). Solo che qui, al posto dell'isola, c'è la pampa, e al posto della filastrocca, verrebbe da pensare, una carola natalizia. Altro che cinepanettone. E chi considera il Natale la festa più perturbante dell'anno (tutti quei parenti, tutti quei sorrisi obbligatori) troverà finalmente un film che gli dà ragione. Il Dark Web Award, peraltro, era già stato assegnato nel 2025, prima della nascita ufficiale del festival, a H010N di Luca Canale B., in occasione della settima edizione dell'Apulia Horror International Film Festival

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0187 UFO vince il Social Award, menzione speciale a Mark No Evil

No Evil

All'Italia vanno due riconoscimenti. Il pubblico, attraverso il voto online, ha premiato con il Social Award 0187 UFO di Francesco Tassara, ambientato a La Spezia (e 0187, per chi non avesse colto, è il prefisso telefonico della città: E.T., del resto, voleva soltanto telefonare a casa). Il film prende spunto dai racconti di avvistamenti UFO che hanno interessato il territorio spezzino, soprattutto negli anni Settanta. Quattro giovani indagano su quegli eventi raccogliendo testimonianze e visitando luoghi legati a fenomeni inspiegabili, finché l'incontro con un enigmatico eremita, Lupo Grigio, li conduce dentro quattro storie di esperienze extraterrestri ispirate a fatti raccontati come realmente accaduti. Il condizionale, come sempre in questi casi, è d'obbligo. Ma la verità, insegnava X-Files, è là fuori.

La menzione speciale è per il cortometraggio Mark No Evil di Alberto Gelmi. Marco è un uomo solitario e impacciato che, dopo aver investito accidentalmente un uomo, decide di nasconderne il corpo. Durante il viaggio in automobile il senso di colpa lo spinge a parlare con il cadavere, in un rapporto sempre più insolito e disturbante. Un morto ingombrante che nessuno sa dove mettere: è la stessa, cinica eleganza di La congiura degli innocenti di Alfred Hitchcock (1955), qui virata verso il confine tra disagio psicologico, grottesco e orrore. D'altronde, a ben pensarci, un cadavere è l'interlocutore ideale: ascolta tutto e non obietta mai.

Tutti i vincitori di HOFF Metamorphosis 2026

Best Feature Film: What the Tide Dragged In di Patricio Valladares (Argentina, Brasile, Cile).

Best Short Film: Even the Moon Will Bleed di Rémy Barbe e Stef Meyer (Francia).

Creator Award: Romance Post-Mortem di Tinam Bordage (Francia).

Critic Award: Romance Post-Mortem di Tinam Bordage (Francia).

Dark Web Award: Jingle Hell di Gaby Smiths (Argentina, Regno Unito).

AHIFF Award: Even the Moon Will Bleed di Rémy Barbe e Stef Meyer (Francia).

Social Award: 0187 UFO di Francesco Tassara (Italia).

Menzione speciale: Mark No Evil di Alberto Gelmi (Italia).

Tutte le opere premiate entrano nella Hall of Fame ufficiale del festival, consultabile su horroronlinefilmfest.it/hall-of-fame/.

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Federico Zampaglione e i premi ritirati in diretta streaming

La serata conclusiva, condotta dal direttore Francesco Schirosi e dal co-direttore Tommaso Vignoli insieme ad Andrea Cavalera, direttore dell'AHIFF, ha avuto il suo ospite d'onore in Federico Zampaglione. Il regista e frontman dei Tiromancino ha ripercorso il proprio cammino nel cinema di genere, dalle atmosfere di Shadow e Tulpa – Perdizioni mortali fino a The Well, e il rapporto tra musica e horror, due arti che hanno in comune la stessa materia prima: il brivido lungo la schiena. Al centro del talk The Nameless Ballad, il nuovo film scritto con Barbara Baraldi, scrittrice e curatrice editoriale di Dylan Dog: dopo l'anteprima mondiale al FrightFest di Londra, sarà presentato il 31 ottobre al Lucca Comics & Games, prima dell'uscita nelle sale italiane il 5 novembre.

I premi, come si conviene a un festival nato per lo schermo, sono stati ritirati virtualmente. Niente red carpet, niente abiti da sera, niente discorsi interminabili interrotti dall'orchestra: soltanto un collegamento, una webcam e, immaginiamo, qualche pantalone del pigiama fuori inquadratura. Su HOFF TV sono intervenuti Georgia Viero, italo-argentina, per Jingle Hell; Tinam Bordage per Romance Post-Mortem; Alberto Gelmi per Mark No Evil; Francesco Tassara per 0187 UFO. Nel corso della serata SIP, conduttore di SIP-ARIO, programma de L'Alfabeto del Rock, ha parlato delle nuove tendenze dell'horror contemporaneo e di Ice Cream Man, il nuovo film di Eli Roth arrivato nelle sale italiane il 29 ottobre. Un gelataio assassino, alla vigilia di Halloween: dolcetto o scherzetto, appunto.

Dopo il festival, HOFF all'Università di Bari l'11 dicembre

Il festival ringrazia il pubblico internazionale che lo ha seguito, con una partecipazione particolarmente importante da Brasile e Argentina, oltre che dalla Francia e naturalmente dall'Italia. E guarda già avanti. «HOFF non è nato per accendersi cinque giorni all'anno e poi scomparire», dichiara Francesco Schirosi, direttore del festival e fondatore di NetBridge Agency. «Vogliamo che diventi un progetto capace di vivere tutto l'anno, di creare occasioni di incontro, sostenere il cinema indipendente e raccontare l'horror attraverso forme e linguaggi differenti.»

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 11 dicembre 2026, dalle 9:50 alle 12:20, nell'Aula C del Palazzo Ateneo dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L'incontro, intitolato «Horror Online Film Festival 2026. HOFF Metamorphosis», si inserisce nelle iniziative DAMS OFF a cura della professoressa Claudia Attimonelli, in collaborazione con il Corso di Studi in Scienze della Comunicazione. Tra i partecipanti previsti Francesco Schirosi, Gabriele Landrini, Luca Canale B. e Andrea Cavalera. E dopo? «Per il momento preferiamo non anticipare altro», conclude Schirosi. «Ma una cosa è certa: Metamorphosis è stato soltanto l'inizio».

Del resto, nell'horror nessuno muore davvero alla fine del primo capitolo. Ci sono sempre un sequel, una mano che spunta dalla terra, un occhio che si riapre nell'ultima inquadratura. E la sea-change di Ariel, a ben vedere, non è una fine. È una trasformazione in qualcosa di ricco e strano. Un festival che il primo anno si è fatto onda, adesso deve solo scegliere a quale riva approdare.

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