La Stanza rosa in pronto soccorso, rifugio delle donne vittime di violenza
Il protocollo 'Codice Rosa' si conferma pilastro del sistema sanitario toscano nella tutela delle persone vittime di violenza (donne, minori, anziani), con 35.569 accessi registrati dal 2012 alla fine del 2025. Cuore del percorso di assistenza è la 'Stanza Rosa', situata al pronto soccorso dell'ospedale Misercordia di Grosseto, visitata oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Che cos'è la Stanza Rosa
La Stanza Rosa è uno spazio dedicato all'interno dei Pronto soccorso generali degli ospedali dove vengono accolte e prese in carico le pazienti per le quali è stata rilevata o sospettata una situazione di abuso o maltrattamento. Il protocollo prevede innanzitutto la presa in carico clinica e sanitaria della vittima, con particolare attenzione alla tutela della persona e alla raccolta degli elementi necessari per inquadrare la vicenda da un punto di vista non solo sanitario ma anche sociale e criminologico in base alle circostanze. Il percorso prosegue con le azioni di protezione e accompagnamento, attraverso una rete multidisciplinare che coinvolge, secondo le necessità, le istituzioni, la magistratura, le forze dell'ordine, i Centri antiviolenza e le associazioni.
Nato come progetto pilota nel 2010 a Grosseto, il Codice Rosa è un percorso ideato nel capoluogo maremmano dal dirigente medico Vittoria Doretti, che ora è la responsabile per tutta la Toscana. L'esperienza del Codice Rosa - di cui la Stanza Rosa è lo strumento operativo di primo impatto in ospedale - è nata dalla prassi quotidiana. Poi nel tempo da questo protocollo si sono sviluppati anche atti normativi e regolatori, per ottimizzare l'apporto del Terzo settore e del volontariato nell'accompagnamento delle vittime su un nuovo percorso.
La rete di assistenza
Il modello è divenuto oggi una rete regionale capillare che garantisce non solo un accesso riservato, ma un "continuum" assistenziale dalla fase acuta alla presa in carico territoriale nelle 72 ore successive e poi nel ritorno a casa o nell'avvio a una struttura protetta nei casi più gravi. Nel solo 2025 sono state 2.749 le persone accolte, tra cui 511 minori e 2.238 adulti (di cui 1.839 donne). Il sistema si avvale di una rete multidisciplinare che coinvolge istituzioni, forze dell'ordine e Centri antiviolenza, con procedure uniformate dall'ultimo protocollo di luglio 2024 su tempi e obblighi di referto e denuncia.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.