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Sunday, August 16, 2026

Auto elettriche, il bonus spinge le vendite (ma la crescita già rallenta). I dati

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Gli incentivi hanno dato una forte spinta al mercato delle auto elettriche, portandone la quota oltre l’8% nel primo semestre e sopra il 10% a giugno. A luglio, però, il dato è tornato sui livelli abituali, alimentando i timori di un rallentamento. Il settore chiede quindi nuove misure per sostenere la domanda. Ecco qual è la situazione.

Quello che devi sapere

Le immatricolazioni di auto green

L'incentivo introdotto in autunno ha dato una forte accelerazione alle immatricolazioni di auto elettriche. A giugno la loro presenza sul mercato del nuovo è salita oltre il 10%, mentre nei primi sei mesi dell’anno ha raggiunto l’8,4%, con un aumento di circa tre punti rispetto al 2025. A beneficiare maggiormente dei contributi sono stati soprattutto i marchi cinesi, tra cui Leapmotor, commercializzato da Stellantis, che produce la Fiat 500 elettrica nello stabilimento torinese.

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I dati per fascia di CO2

Dati più precisi vengono forniti da Unrae, associazione costituita dalle case automobilistiche estere che in Italia distribuiscono, vendono e assistono autovetture, veicoli commerciali e industriali. "L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 riflette l’andamento in giugno di auto BEV e PHEV: la fascia delle ZEV (0 g/Km) rappresenta il 10,1% del mercato, lo 0,4% la fascia 1-20 g/Km (rispettivamente 8,4% e 1,0% nel 1° semestre)", spiega Unrae. "La fascia 21-50 g/Km pesa il 4,8% del totale e la 51-60 g/Km il 2,2% (nei primi 6 mesi rispettivamente il 4,4% e l’1,9%). La 61-94 g/Km rappresenta il 5,9% (5,0% nel cumulato), la 95-135 g/Km il 57,8% (60,2% in gennaio-giugno), mentre la quota delle vetture da 136 a 190 g/Km si porta al 15,4% e quella della fascia oltre i 190 g/Km all’1,6% (rispettivamente 15,6% e 1,6% nel cumulato)", conclude Unrae.

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Già persa l'efficacia degli incentivi?

Resta però il timore che la spinta iniziale degli incentivi possa perdere efficacia nel tempo. I dati di luglio sembrano già andare in questa direzione: la quota delle auto elettriche è scesa al 5,9% delle nuove immatricolazioni, segnando un incremento contenuto rispetto al 4,9% registrato nello stesso mese del 2025. "L’accelerazione impressa dagli incentivi statali sembra aver ormai esaurito completamente i propri effetti sulle immatricolazioni di queste auto", sottolinea Unrae.

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Il green nel settore dei trasporti

Del resto, i trasporti sono il settore in cui l'energia green stenta ancora ad avere presa. Nel 2025 solo lo 0,9% del parco auto circolante in Italia era elettrico: si tratta di 362.224 vetture su un totale di 41,8 milioni immatricolate al 31 dicembre 2025. La traiettoria tracciata dagli obiettivi 2030 ne prevede oltre quattro milioni alla fine del decennio. Nelle immatricolazioni del 2025 le auto elettriche erano il 6,2%, le ibride alla spina il 6,5%. I numeri emergono dal recente rapporto del Servizio Studi della Camera sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, in cui sono stati utilizzati i dati di Aci, Unrae e Pun.

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Bene il biometano, ma...

Guardando al biometano utilizzato come carburante, si osserva una netta crescita negli ultimi anni: dal 2019 al 2025 è stata di otto volte, arrivando a 342 ktep (1 chilotep equivale a 1.000  tonnellate equivalenti di petrolio). La cifra resta però lontana, sottolinea il rapporto, dagli 877 ktep attesi nei trasporti al 2030, ai quali si aggiungono 3.186 ktep di usi termici "oggi quasi assenti". Infine, i primi consumi di idrogeno rinnovabile sono rilevati proprio nel 2025: negli anni precedenti la voce era pari a zero. La traiettoria indica 707 ktep al 2030.

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"Gli italiani vogliono cambiare auto"

"L'andamento particolarmente favorevole degli ultimi mesi, alimentato dall’onda lunga delle immatricolazioni legate agli incentivi e sostenuto da un quadro macroeconomico migliore delle previsioni della vigilia, ci induce a rivedere al rialzo le stime per l'intero 2026", ha dichiarato Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae. "Prevediamo che il mercato delle autovetture possa chiudere l'anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025 e un recupero di oltre 84.000 unità. Ciononostante, il confronto con il 2019 evidenzierà ancora un deficit di 307.000 vetture, pari a una contrazione del 16,0%", evidenzia Pietrantonio. "I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile. Ora spetta alle Istituzioni creare condizioni stabili perché possano continuare a farlo", conclude il presidente di Unrae.

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Il DPCM Automotive del 10 giugno

Come ricorda Unrae, il ministero delle Imprese e del Made In Italy sta proseguendo nell’attuazione del DPCM Automotive del 10 giugno 2026. In tal senso, "l’attivazione della Piattaforma Invitalia per la prenotazione delle agevolazioni rivolte ai veicoli commerciali delle categorie N1 e N2 e agli impianti di retrofit a gas, ha visto in meno di un’ora l’esaurimento dei fondi allocati, per un ammontare pari a 40 milioni di euro. L'esaurimento delle risorse in un tempo così breve conferma che, quando vengono create condizioni favorevoli, la domanda risponde con rapidità". Ma, ricorda Unrae, "il provvedimento tuttavia non prevede risorse dirette a sostenere l’acquisto di vetture elettriche pure da parte dei privati, confermando l’Italia come l’unico tra i principali mercati europei privo di tali misure".

I punti critici secondo Unrae

"Il punto critico in questo momento è l’assenza di incentivi all’acquisto di vetture elettriche pure da parte dei privati, soprattutto considerando il forte ritardo del nostro Paese rispetto al resto d’Europa", spiega il presidente Pietrantonio, citato da Il Sole 24 Ore. "Servono interventi su misura e i 250 milioni di fondi per l’automotive, deviati su altre partite, potrebbero tornare utili anche se, in tempi di prezzi pesanti per diesel e benzina, l’urgenza sembra quella di destinare risorse al mercato dei motori tradizionali per ridurre l’impatto su prezzi alla pompa e inflazione", aggiunge.

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