Viaggio nella provincia serba al voto: Krusevac

Sulla piazza centrale, una gigantografia di Vucic e il monumento che ricorda la battaglia di Kosovo-Polje contro i turchi. Gli echi della storia, antica e recente, avvolgono Krusevac, con le sue fabbriche di chimica e di armi. Nel 1999 fu pesantemente bombardata dalla NATO, finora una roccaforte di consenso per il Partito al potere.
“Non c'è mai stato un presidente migliore di Vucic,” dicono loro madre e figlio. “Ho vissuto due guerre, ero povera, ora ricevo puntualmente la pensione, ma i giovani non sanno che significa. Pace e stabilità, chiede anche Mirjane, echeggiando la propaganda di governo che paventa disordini, in caso di vittoria degli studenti. ”Sono violenti, ho paura che succeda come in Italia." Ma le lunghe code, i seggi, sembrano indicare una svolta. “La maggioranza vuole un cambiamento. Stiamo lottando per una Serbia migliore, per un domani migliore, una Serbia europeista, Slobodan.” Purtroppo questa è sempre stata una città del regime, di quel governo che ha condotto le guerre negli anni 90. “È la nostra vergogna. Corruzione,” lo ripete Katerina" è il grande problema della Serbia." “Questa è la nostra gioventù, i nostri figli istruiti e sono riusciti a fare tutto questo senza incidenti.” Parla di futuro, Vojn. “Spero che stasera vinceremo e che i giovani come me non siano più costretti a emigrare, che torneremo a sperare.”
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