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Sunday, October 4, 2026

La lente del mercato sull'affondo di Intesa Sanpaolo su Mps

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Dopo l'affondo di Intesa Sanpaolo, per portare a casa l'offerta pubblica di acquisto e scambio per Monte dei Paschi di Siena, la parola passa al mercato. Il gruppo guidato da Carlo Messina, con un consiglio d'amministrazione straordinario, a sorpresa ha annunciato l'aumento di 25 centesimi sulla componente in contanti dell'Opas se i soci di Siena bocceranno l'intero piano difensivo messo in campo da Luigi Lovaglio. Una mossa sulla quale non ci sono ancora reazioni ufficiali da parte del Monte ma che, probabilmente, non tarderanno ad arrivare nelle prossime ore.
    Intanto, si registrano i primi orientamenti dei soci. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che detiene il 17,5%, dopo l'annuncio di Intesa ha riunito il consiglio d'amministrazione che si sarebbe espresso a favore dell'Opas di Ca' de Sass.
    L'iniziativa della banca guidata da Carlo Messina è finalizzata a fare chiarezza in vista dell'assemblea del 29 ottobre di Mps, quando i soci dovranno esprimersi sul via libera alle due offerte pubbliche di acquisto su Banco Bpm e Banca Generali, sul trasferimento al Monte della quota di Generali custodita da Mediobanca, e sulla fusione dell'istituto di Piazzetta Cuccia. Un appuntamento che, secondo la linea emersa dal consiglio di Intesa, sarà un "vero e proprio referendum".
    Da una parte la "solidità e l'attrattività dell'Opas, fondata su un razionale industriale chiaro, su una comprovata capacità di esecuzione e su una prospettiva credibile di creazione di valore sostenibile per gli azionisti", e dall'altra le due offerte annunciate da Siena con una "struttura particolarmente complessa" e con una "difficile valutazione di ciascuna di esse da parte degli azionisti del Monte, di Piazza Meda e Banca Generali".
    Ed è guardando a fine ottobre che il board di Intesa ha deciso di mettere nero su bianco le sue considerazioni sulle ops annunciate da Mps e quelle che potrebbero essere le conseguenze in caso di approvazione. Tra queste il rischio per l''indipendenza di Generali, "garantita da Mediobanca da decenni". Nel caso in cui soci dessero il via libera al piano messo in campo da Lovaglio, l'offerta di Messina diverrà "definitivamente inefficace".
    Da domani inizierà un periodo intenso di scadenze. Da tenere d'occhio la reazione della Borsa alla mossa di Intesa. Altra tappa saranno le indicazioni di voto dei proxy advisor: Iss e Glass Lewis in vista dell'assemblea del Monte. Un nodo cruciale perché difficilmente i grandi investitori si discostano dai suggerimenti che vengono forniti. Siena conta su un azionariato che vede la presenza di diversi fondi. Tra questi BlackRock con quasi i 5% della banca, Vanguard (3,1%), Norges (3%) e Amundi (1,1%). Tra i grandi soci italiani la posizione del gruppo Caltagirone (13,5%) potrebbe arrivare a breve. All'assemblea di Siena non ci sarà, invece, il Mef che ha più volte ribadito che non depositerà il suo 4,9 per cento.
    Ca' de Sass, invece, è alle prese con il completamento dell'iter delle autorizzazioni con la decisione della Bce attesa tra metà e fine ottobre. Subito dopo, l'offerta approderà in Consob, con l'ipotesi di farla partire a fine novembre. Ci saranno poi le decisioni dell'Antitrust che dovrebbe arrivare per fine novembre, e quella del golden power a seguire. Intesa guarda con grande attenzione anche al territorio di Siena e dell'intera Toscana. Il gruppo sottolinea che la sua offerta non ha la logica dello "spezzatino" ma, al contrario, l'operazione pone le basi per fare del Monte il fulcro di un "polo bancario di riferimento, con dimensioni significativamente superiori a quelle attuali". 
   

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