Sventato attacco alla base Raf, liberi su cauzione i 5 britannici arrestati
Sono già stati scarcerati i cinque uomini arrestati domenica - tutti britannici, ventenni e residenti a Londra - per il presunto attacco esplosivo sventato vicino alla base inglese della Raf di Fairford, usata anche dai grandi bombardieri statunitensi nella guerra contro l'Iran. L'annuncio del rilascio su cauzione è arrivato a sorpresa, mentre emergono contraddizioni e misteri nell'indagine "a vasto raggio ed enormemente complessa" condotta dall'antiterrorismo. Il capo dell'unità di Scotland Yard, Laurence Taylor, ha precisato che la decisione è stata presa dopo "verifiche e interrogatori approfonditi, ma che questo "non significa che l'inchiesta sia chiusa". I cinque, accusati di sospetta "pianificazione di un attacco terroristico", restano sottoposti a "severe restrizioni nei movimenti o contatti con altri", anche se la scarcerazione sembra ridimensionare il quadro di una vicenda che ha già scatenato forti polemiche nel Regno Unito. Le forze dell'ordine stanno "esaminando tutte le ipotesi possibili", ha spiegato ancora Taylor, compresa quella di un'azione commessa da intermediari o da individui operanti "coscientemente o meno, per conto di uno Stato straniero".
Ma non è stato evocato alcun sospetto specifico dopo le indiscrezioni dei media su presunti legami con Teheran.
Mentre l'Iran, tramite la propria ambasciata a Londra, ha negato "categoricamente" ogni coinvolgimento. Sono molte le domande che restano aperte, come il non confermato ritrovamento dell'esplosivo o la sua eventuale efficacia. E poi c'è la testimonianza resa ai media da una 50enne proprietaria di una fattoria nella zona di Fairford, capace di gettare ombre sulla versione ufficiale di Londra e sulle dichiarazioni di Donald Trump, quelle che parlano di un blitz frutto della "grande collaborazione" tra americani e britannici. La donna ha invece raccontato di aver telefonato per prima alla polizia dopo aver visto diversi uomini mascherati che si aggiravano vicino a tre furgoni sospetti per poi fuggire quando sono stati illuminati dai fari del suo veicolo, scambiandolo per uno della polizia. "Erano più di cinque, probabilmente otto o dieci", ha sottolineato quella che i tabloid hanno già soprannominato "l'eroica farmer", attribuendole il merito di aver sventato il presunto attacco. Coperta dall'anonimato, si è detta "assolutamente sbalordita" dal fatto che sia toccato a lei, "una semplice cittadina", segnalare l'accaduto. Ha poi sottolineato come le forze dell'ordine siano state prese "di sorpresa", intervenendo solo quando i sospetti erano vicini alla recinzione della base, lanciando peraltro accuse di negligenza alle autorità per aver permesso ai cinque di raggiungere le abitazioni di Fairford e per non averla più contattata dopo la sua segnalazione al numero di emergenza 999. Non si è fatta attendere la risposta del ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, che ha invitato alla prudenza sulle ricostruzioni di giornali e testimoni, fino a liquidare come frutto di "un quadro parziale" delle cose quanto affermato dalla donna. Il ministro ha aggiunto che "in questa fase delle indagini" non si possono rendere pubbliche tutte le informazioni note. Parole poi ribadite dal premier laburista, Andy Burnham, in un'intervista a Lbc Radio, in cui ha annunciato la convocazione dell'unità di crisi Cobra: "Per assicurarci - ha detto - di avere il quadro completo dell'intera situazione". Mentre la ministra dell'Interno, Shabana Mahmood, ha rassicurato sul ritorno alla normalità a Fairford col rientro delle persone evacuate per precauzione nelle 85 case situate in un raggio di 500 metri dai furgoni sospetti. Nella polemica si è anche inserito il leader del trumpiano Reform Uk, Nigel Farage: aveva prima scritto sui social che i cinque arrestati erano "cittadini iraniani", per poi essere costretto alla retromarcia e a puntare sull'"enorme problema di sicurezza nazionale".
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