Il centrosinistra vince in Svezia, ma è rebus governo
Con un margine di appena 50.000 voti, il blocco rosso-verde guidato dalla leader dei Socialdemocratici, Magdalena Andersson, si è guadagnato la fiducia degli elettori, vincendo di misura le legislative in Svezia, Paese che conta poco più di 10 milioni di persone, membro dell'Unione europea e della Nato.
Al termine di uno scrutinio-maratona di quattro giorni caratterizzato da un testa a testa serratissimo, il centro-sinistra, composto dal Socialdemocratici, il partito di Sinistra, il partito di Centro e i Verdi ambientalisti, è riuscito ad ottenere 176 seggi e ha spuntato la maggioranza in Parlamento per un solo seggio, mentre la coalizione uscente di centro-destra, guidata dal premier uscente il 62enne Ulf Kristersson dei Moderati, si è fermata a 173 seggi. La sua alleanza includeva anche i Democratici svedesi (Sd), la destra nazionalista che ha perso tre punti, passando dal 20,5% del 2022 al 17,5% e cedendo così alla destra moderata la posizione di seconda forza politica del Paese.
Andersson, 59 anni, soprannominata "Magda", economista dalla personalità tenace, con un carattere pragmatico e forte, schietta e diretta, punta a tornare alla guida della Svezia. Fervente sostenitrice del modello di Stato sociale tipico dei Paesi scandinavi avrà non poche difficoltà a formare un governo coeso. Pesano le divergenze nella sua coalizione, ad esempio sulla politica economica, in particolare fra due partiti di diversa matrice ideologica: quello di sinistra che sostiene un forte intervento dello Stato nell'economia, un aumento della spesa pubblica e difende lo Stato sociale, e i centristi dall'altra a favore del libero mercato, la flessibilità nel mercato del lavoro e propensi ad una riduzione fiscale.
"Il popolo svedese ha votato per un "nuova direzione per il nostro Paese e a favore della coesione e contro la divisione", ha affermato Andersson in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, sottolineando poi le sue priorità. "Vogliamo stimolare la crescita e diminuire l'alto tasso di disoccupazione, prendere la transizione climatica come un opportunità per la Svezia in modo da ridurre le emissioni ma anche diventare più ricchi e forti". Poi l'appello alla coesione, auspicando "un nuovo spirito di collaborazione". "A tutti voi che avete scelto di votare per un partito diverso dal mio, avete tutto il mio rispetto. Mi impegnerò al massimo per guadagnarmi anche la vostra fiducia" ha sottolineato.
Il premier uscente Kristersson ha ammesso la sconfitta, pur non escludendo che potrebbe essere tentato di formare un governo, qualora dovesse fallire un'alleanza di sinistra. Ma dovrebbe trovare altri partner di coalizione, un'ipotesi che al momento appare improbabile. Il partito di centro, che sta cercando di corteggiare per avvicinarlo alla destra, non è favorevole a un governo in cui l'estrema destra detenga portafogli ministeriali.
Formare un nuovo esecutivo a Stoccolma potrebbe richiedere diverso tempo: settimane, se non addirittura mesi. Il nuovo Riksdag dovrebbe riunirsi il 28 settembre ed eleggere il suo presidente lo stesso giorno. La nomina del nuovo premier potrebbe essere proposta il giorno successivo. Rimangono dunque poco meno di due settimane per i colloqui informali, e Kristersson resterà in carica fino alla nomina del nuovo primo ministro.
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