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Tuesday, September 22, 2026

Quanto piace il patriarcato in divisa sui social: il Ministero non ha niente da dire?

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Quanto piace il patriarcato in divisa sui social: il Ministero non ha niente da dire?

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Non so cosa ne pensa il ministro Crosetto dell’uso delle uniformi nelle campagne elettorali, ma credo concordi sulla inopportunità che le Forze Armate diventino strumento propagandistico per questo o quello schieramento.

Nell’indifferenza delle istituzioni preposte un esuberante movimento di recente costituzione ha invaso i social network in un’opera di evangelizzazione destinata a far presa sulla massa di “incazzati” che sperano nell’insediamento di un uomo forte, preferibilmente con certificati trascorsi di ardimento. Il fascino della divisa o il ruspante appeal della tuta mimetica sembrano funzionare e, quindi, chi la fiamma tricolore la riproduce piegata dal vento del cambiamento non esita a fare della militarità la peculiare caratteristica del risolvere ogni questione. Rastrellamenti e altre brutali operazioni con il pugno di ferro sembrano la panacea per un Paese dove la sicurezza non sembra aver trovato terreno fertile.

Facebook – con i suoi prezzolati “inviti a seguire” – è così diventato il megafono di una certa propaganda e le bacheche degli utenti sono subissate post e reel che farebbero impallidire anche i più dinamici ideatori del mitologico Minculpop. Tra i canali di diffusione di certi messaggi ne spicca uno che nell’arco di due settimane è riuscito a calamitare l’attenzione dei più distratti. La “Pagina Ribelle” è attiva dal 5 settembre 2026 e ha già totalizzato oltre diecimila follower. Si presenta come entità che “pubblica video e foto di satira generati con l’IA” e specifica che “Nessuno dei video è riferibile o prodotto da Futuro Nazionale”.

Se vogliamo credere a chi gestisce certi contenuti multimediali, siamo costretti a domandarci prima come mai il generale Vannacci riesca ad esser così spiritoso da sopportare cotanti “sfottò” e poi perché il Ministero di via XX Settembre possa tollerare riproduzioni verosimili di uniformi militari che vestono comportamenti inammissibili e sono abbinate al logo di un partito.

Va riconosciuto che chi frequenta normalmente le piattaforme social non va a leggere l’avvertenza che quel che sta vedendo sono foto o video di satira. L’utente medio – magari condividendo il pensiero del Generalissimo e il suo agire e il suo promettere dai toni molto marziali – ritiene di trovarsi davanti a qualcosa di riconducibile all’ufficiale paracadutista che sta macinando consensi in giro per l’Italia. I precedenti multimediali del condottiero Vannaccius contribuiscono a dar credito alle grottesche sequenze, che non sarebbe affatto strano fossero state realizzate da chi vede nel Generale una sorta di Messia castigamatti.

Dopo le scene in cui Vannaccius nel Colosseo fa “pollice verso” e condanna a morte i rappresentanti della sinistra, i video di “Pagina Ribelle” paiono delicatamente allineati al mito del moderno Superuomo, ai suoi modi bruschi di interloquire e alla sua sfrenata “ortodossia”. Se Antonio Tajani ha saputo tratteggiare agli italiani il modello di donna ideale, cosa c’è di strano nel vedere rudi atteggiamenti dell’inflessibile “parà”?

A questo punto vale la pena fare una carrellata di queste ricostruzioni, che sono sì fantasiose ma alla fine ben si coniugano con quello che molti suoi sostenitori vorrebbero che lui facesse davvero. Nel video “L’identità non si svende” il generalissimo si avvicina al gazebo elettorale di una immaginaria “Destra Moderata” e schiaffeggia la donna che cerca di affabulare persone e conquistarne il potenziale voto. Il “patriottismo” si manifesta anche sul fronte turistico e in “Basta viaggetti! Le vacanze si fanno in Italia” la versione ideale di Vannacci sorprende alcune italiane che – in un aeroporto – si accingono a partire verso una destinazione esotica. Lui afferra passaporto e biglietto, li strappa infuriato e schiaffeggia l’aspirante turista.

Il tema del “patriarcato mediterraneo”, tema molto caro alle forze reazionarie tricolori, trionfa. Una serie di ragazze trattano bruscamente i rispettivi fidanzati o partner e lui piove dal cielo nella sua impeccabile uniforme. Nel video “Uomini svegliatevi, tornate padroni di voi stessi” – sempre rigorosamente in divisa – il muscoloso Generale interviene tira un cazzotto e proietta una fanciulla ricca di piercing contro il muro di una casa facendole sfondare la parete.

La figura femminile che si impone è una sorta di “must” e tocca il suo culmine con il breve filmato che ritrae una mamma che vuole imporre al proprio figlio di giocare con una bambola e di avviarsi a mutazioni di genere. In “Non toccate i bambini! Esistono i maschi e le femmine!”, dopo aver tramortito l’indegna signora, Vannacci regala al piccoletto una daga dimenticando che non potrà portarla a scuola senza incappare nei provvidenziali “metal detector” che rappresentano il nuovo meccanismo educativo di questa stagione politica.

Le abitudini dilaganti non potevano esser trascurate da questa collezione di espressioni “satiriche” non si sa fino a che punto.
Nella clip “Tornate alla tradizione, rigettate la modernità!” una fanciulla in sovrappeso, sprofondata sul divano, sta ingurgitando terribili stuzzichini mentre guarda un reality show trasmesso dalla tv. Dopo esser apparso con la consueta virile irruenza il Generalissimo la colpisce con uno schiaffo e qui il miracolo: meglio dei faticosi sistemi dietetici di Messeguè o di altri maghi della “remise en forme”, la sberla di Vannacci fa dimagrire la ragazza e ne cambia radicalmente la vita…
Tra i video più affascinanti – e ci fermiamo qui – c’è “Basta aperisushi! Tornate al cibo italiano”, capolavoro secondo soltanto ai sequel di Sylvester Stallone nei panni del soldato Rambo.

Vannacci arriva con l’elicottero, si lancia con il paracadute, ribalta il tavolo e schiaffeggia una ragazza che stava degustando specialità gastronomiche giapponesi”. Il generale stavolta indossa una tuta da combattimento e lancia il suo slogan impugnando con orgoglio un piatto di tagliatelle al ragù e tenendo sottobraccio mezza forma di parmigiano con la facilità con cui la gente normale piazza il giornale sotto l’ascella uscendo dall’edicola.

Tutte le animazioni – sformate ovviamente con l’ausilio dell’intelligenza artificiale – presentano il sempre più emergente leader politico agghindato in alta uniforme nelle diverse versioni, con bella mostra di gradi, brevetti e decorazioni. Ogni video riporta il logo di “Futuro Nazionale” il cui metus potestatis spaventa chi già è terrorizzato a sufficiente da un eventuale “Passato prossimo”. Se i meno efferati sperano di aver assistito soltanto a sgradevoli parodie, i followers di “Pagina Ribelle” (i cui identificativi ed avatar indicano soggetti che prendono sul serio certi obiettivi vannacciani) è facile che si entusiasmino al pensiero che tutto quel che hanno visto diventi realtà…

Sonori ceffoni e micidiali pugni sono pronti a passare dallo schermo alla realtà. Forse è venuto il momento di fermare la mano belluina prima che sferri la zampata letale.

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