Ingegnera chimica in Svizzera. “Mi hanno promossa manager quando volevo andarmene. E hanno investito su di me quando ero incinta”
Nel 2003, Eliana Zamprogna non aveva in mente un piano a lungo termine per lasciare l’Italia. Aveva una laurea in Ingegneria Chimica, un percorso di studi che l’aveva portata anche negli Stati Uniti e, soprattutto, qualche opportunità professionale già sul tavolo. La Svizzera doveva essere una parentesi: “Per un paio di anni”, si era detta. Poi quei due anni sono diventati più di venti, con una carriera internazionale, ruoli manageriali e infine una società tutta sua.
Oggi Eliana, 52enne originaria di Piombino Dese in provincia di Padova, guarda a quella partenza come a una scelta nata soprattutto dalla curiosità. “Non sono partita perché non trovavo lavoro in Italia, le opportunità non scarseggiavano”, racconta a ilfattoquotidiano.it. Voleva conoscere una cultura diversa e mettersi alla prova. Non immaginava ancora che proprio quell’esperienza avrebbe cambiato il modo in cui ripensare la propria carriera. Il primo vero bivio è arrivato dopo circa due anni e mezzo. La posizione in Svizzera iniziava a sembrarle ripetitiva e Eliana aveva cominciato a guardarsi intorno, arrivando a valutare anche alcune opportunità in Germania. Quando ne parlò con il suo responsabile, però, la risposta fu diversa da quella che si aspettava. “Mi disse che mi avrebbe spiegato cosa avremmo potuto fare qui insieme”. E invece di lasciarla partire, il manager le mostrò concretamente quali possibilità di crescita avesse ancora davanti. È stato forse il momento in cui la sua avventura in Svizzera ha smesso di essere semplicemente una parentesi. “Quando uno cerca delle occasioni le trova”, dice oggi.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.