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Wednesday, October 21, 2026

Pressing di Trump perché Kiev ceda territori, Witkoff oggi in Russia. Lavrov: "La musica è cambiata"

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Donald Trump

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La diplomazia difficile di Witkoff, oggi in Russia

Wsj: Musk ha ordinato il rallentamento di Starlink

Elon Musk avrebbe ordinato il rallentamento della versione di livello militare utilizzata dall'Ucraina di Starlink. È quanto riferisce il Wall Street Journal che cita fonti informate dei fatti. Secondo quanto riferito dalle fonti, Musk "avrebbe imposto un limite alla velocità di connessione dei dispositivi ucraini alla rete satellitare rendendo di fatto inutilizzabili alcuni droni offensivi e droni intercettori", scrive il Wsj.

Trump: “L'Ue ha speso una fortuna per l'Ucraina, è stanca”

"L'Ucraina deve voler raggiungere un accordo, perché gli Stati Uniti hanno speso una fortuna. Anche l'Europa ha speso una fortuna. L'Europa ne è stanca. Se non arrivano a un accordo, alla fine la situazione non potrà che peggiorare". Per concludere un accordo di pace, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky "non devono essere nella stessa stanza, si può fare in un altro modo". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che è il momento di fare un accordo e ricordando che gli Stati Uniti hanno dato all'Ucraina "350 miliardi di dollari". 

Trump: ho chiesto a Putin la liberazione dell'americano Hubbard

Donald Trump ha chiesto a Vladimir Putin la liberazione di Stephen Hubbard, l'americano detenuto in Russia. Lo ha detto il presidente dallo Studio Ovale. 

Politico: “Witkoff offrirà a Putin un incontro con Zelensky e Trump”

Steve Witkoff proporrà a Vladimir Putin un vertice a tre con Volodymyr Zelensky e Donald Trump nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco. Lo riporta Politico, ricordando come i precedenti tentativi di far incontrare Putin e Zelensky non si sono concretizzati, con la Russia che ha più volte insistito che un incontro si sarebbe potuto tenere solo a Mosca.

Mosca: valuteremo le proposte Usa ma nessuna concessione politica

 La Russia valuterà le proposte degli inviati speciali della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, ma da parte di Mosca non vi sarà alcuna concessione politica: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. "L'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, insieme a Jared Kushner, sono arrivati cercando di 'organizzare' qualcosa per noi. Staremo a vedere cosa propongono. Se dovessero offrire qualcosa di vantaggioso per noi dal punto di vista economico e finanziario, perché no? Tuttavia, ciò dovrà avvenire senza alcuna concessione politica da parte nostra", ha proseguito Lavrov.
Il ministro ha osservato che, nella storia presidenziale statunitense, è ormai una consuetudine politica che il nuovo presidente non si consideri vincolato dalle decisioni del suo predecessore; una prerogativa che, in questo caso, verrà sfruttata per negoziare con la Russia; Mosca è aperta ad accordi economici con gli Stati Uniti, ma a condizione che non vi siano concessioni politiche, ha concluso.

Lavrov: “L'Occidente non sarà più l'unica potenza in grado di dettare le regole”

L'Occidente non tornerà mai più a essere la principale potenza in grado di dettare le regole sulla scena internazionale, perché gli equilibri globali sono ormai profondamente cambiati. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante un incontro con giovani laureati appena entrati nel servizio diplomatico. "Ora che il mondo ha preso un'altra direzione, il processo storico sta oggettivamente trasformando in modo radicale l'economia, la politica e la finanza mondiale. L'Occidente non sarà mai più il protagonista principale che detta la musica", ha affermato Lavrov, citato da Interfax.
"L'Occidente sta ricorrendo a ogni mezzo, lanciandosi in avventure senza precedenti", ha proseguito il capo della diplomazia russa, citando come esempi "il rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie" e il "sostegno ostinato, pluriennale e senza precedenti degli europei al regime neonazista di Kiev". Secondo Lavrov, i Paesi europei avrebbero trasformato l'Ucraina in "uno strumento della guerra dell'intero Occidente contro la Russia", circostanza che, a suo dire, gli stessi governi occidentali ormai ammetterebbero apertamente.

Media: colpita da un drone la sala operatoria di un ospedale a Kiev

A Kiev, un drone ha colpito una sala operatoria presso l'Istituto nazionale di Cardiologia; tra i feriti figura un paziente. Secondo Rbc-Ukraina, uno dei droni lanciati nell'attacco diurno di oggi sulla capitale ucraina ha colpito il sesto piano dell'edificio dove si trova una sala operatoria. Al momento dell'accaduto era in corso un intervento chirurgico. Le immagini scattate sul posto mostrano danni ingenti: la sala operatoria è ricoperta di macerie provenienti dalle pareti e dai rivestimenti interni.

Rbc-Ukraina riporta che un paziente è rimasto ferito ed è stato successivamente sottoposto a cure mediche. In precedenza, il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, aveva dichiarato che un edificio appartenente a una struttura sanitaria - di cui non è stato specificato il nome - era stato danneggiato durante l'attacco di droni di questo pomeriggio sulla città.

New York Times: Trump vuole convincere Zelensky a cedere territori nel Donbas

Donald Trump sta cercando di persuadere l'Ucraina ad accettare un accordo di pace con la Russia che includa concessioni territoriali nel Donbas. In cambio Washington promette a Kiev potenziali benefici economici. Lo scrive il New York Times.Trump - secondo il quotidiano statuntense - è determinato a imporre un accordo a Zelensky, dicendogli che resistere per mantenere le porzioni occupate delle province orientali del paese non vale la pena, e che ci sarebbero soldi da guadagnare anche per l'Ucraina, se solo abbandonasse le sue obiezioni a un accordo, anche se redatto in gran parte secondo le condizioni della Russia.

Marco Rubio (Usa): “Nulla viene deliberatamente negato” all'Ucraina, ma “tutti vogliono gli intercettori”

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha assicurato che gli Stati Uniti non stanno trattenendo né rallentando deliberatamente le forniture militari all'Ucraina. Parlando con i giornalisti durante una visita in India, Rubio ha affermato che "nulla viene deliberatamente negato" e che il problema riguarda la necessità di bilanciare gli impegni assunti da Washington con diversi partner internazionali e le esigenze delle stesse forze armate americane. "Tutti vogliono intercettori", ha osservato, citando tra gli altri Israele e Arabia Saudita, e sottolineando che si tratta probabilmente del sistema più richiesto oggi nel settore della difesa.

Il capo della diplomazia americana ha aggiunto che il fatto che un paese non riceva immediatamente gli intercettori richiesti "non significa che gli vengano negati". Gli Stati Uniti, ha spiegato, devono mantenere livelli minimi di disponibilità per le proprie basi e per la presenza militare dispiegata nel mondo, comprese le installazioni in Europa.

Rubio ha inoltre smentito le notizie secondo cui l'amministrazione di Donald Trump avrebbe modificato la propria postura nei confronti di Kiev. Dopo un colloquio telefonico di 45 minuti con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che "tutto ciò che il Dipartimento della Guerra sta facendo per l'Ucraina rimane invariato" e che "non è cambiato nulla" neppure per quanto riguarda la condivisione di intelligence.

Il segretario di Stato ha infine affermato che Trump è "frustrato" dalle accuse secondo cui starebbe cercando di danneggiare deliberatamente l'Ucraina, in particolare quelle relative a un presunto ordine di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence. "Non è vero", ha ribadito Rubio, definendo tali accuse "ingiuste" e "non veritiere".

Cremlino: per negoziare serve “un rappresentante legittimo del potere ucriano”

Nel quotidiano briefing con la stampa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che per Mosca è importante che eventuali negoziati siano condotti da "un rappresentante legittimo del potere ucraino", pronto ad "assumersi la responsabilità e prendere le decisioni necessarie per porre fine a questa guerra".

Peskov ha poi detto che Mosca auspica un prossimo incontro tra Vladimir Putin e i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. "Ci auguriamo che sia possibile organizzare un incontro già nel prossimo futuro". Secondo il portavoce del Cremlino, Witkoff potrà informare Putin "dei suoi contatti sia con gli ucraini sia con gli europei" e contribuire a "proseguire lo scambio di segnali tra Washington e Mosca su una serie di temi molto importanti". Ha aggiunto che il Cremlino comunicherà "quando e dove" si svolgerà l'incontro e che la Russia "apprezza molto" gli sforzi di mediazione dei negoziatori americani.

Parlando della situazione a Oleshky, nella regione di Kherson, Peskov ha dichiarato che il lavoro per superare la crisi umanitaria "è in corso". Ha ricordato che il tema è stato affrontato sia nella conversazione con Papa Leone XIV sia nell'ultimo colloquio tra Putin e Donald Trump. "Con il presidente Trump era stato concordato" che la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova avrebbe mantenuto i contatti con le controparti competenti sul dossier, ha aggiunto.

Peskov ha inoltre sostenuto che la Russia resta "un fornitore affidabile di risorse energetiche per i mercati mondiali" e ha ribadito che l'Artico non dovrebbe essere "una zona di confronto", ma "un territorio di cooperazione reciprocamente vantaggiosa". A suo avviso, per raggiungere questo obiettivo è necessario il dialogo e "la Russia è aperta a questo dialogo". Ha anche criticato la posizione dell'alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas, sostenendo che si sia espressa contro tale dialogo.

Sui temi della stabilità strategica e del disarmo nucleare, Peskov ha affermato che la Russia ritiene necessario riprendere il dialogo con gli Stati Uniti: "Siamo convinti di questo, lo abbiamo detto ripetutamente a vari livelli". Ha avvertito che "il mondo, per la prima volta dopo molto tempo, è rimasto senza una base giuridica e pattizia in questo settore" e che questa situazione è "estremamente pericolosa". Per questo motivo, ha sostenuto che i negoziati debbano iniziare in anticipo, perché saranno "molto complessi" e destinati a protrarsi nel tempo. Secondo il portavoce del Cremlino, tali questioni devono essere discusse "proprio con gli americani", pur senza ignorare i potenziali nucleari di Regno Unito e Francia.

Washington Post: Pete Heghseth non ha autorizzato il trasferimento di intercettori Patriot dagli Usa all'Ucraina

 L'amministrazione Trump non ha autorizzato il trasferimento di missili intercettori destinati all'Ucraina, necessari per proteggere il Paese dagli attacchi russi con missili e droni. Lo scrive il Washington Post citando alcuni funzionari, confermando cosi' quanto denunciato ieri da Volodymyr Zelensky in un colloquio con un gruppo bipartisan di senatori Usa. Il ritardo arriva mentre, nelle ultime settimane, il presidente Donald Trump ha mostrato un atteggiamento più favorevole nei confronti della Russia e ha criticato duramente l'Ucraina. Almeno una parte dei trasferimenti di missili intercettori Patriot proviene da Paesi amici dell'Ucraina, ma richiede l'approvazione del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth.  Secondo i funzionari citati, Hegseth non ha formalmente respinto le richieste di trasferimento, ma non ha nemmeno completato le procedure necessarie per autorizzarle. Hegseth ha comunque continuato ad approvare alcune forme di assistenza americana all'Ucraina. 

Domani gli inviati di Trump da Putin a San Pietroburgo

Gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, voleranno domani a San  Pietroburgo, in Russia, per incontrare il presidente russo, Vladimir  Putin nella sua città natale. Lo ha riferito il New York Times,  secondo cui al centro dei colloqui potrebbe esserci anche il rilascio di un cittadino americano detenuto in Russia, nell'ambito degli sforzi dell'amministrazione Trump per favorire un accordo con Mosca.

L'unico cittadino americano che il Dipartimento di Stato classifica come "detenuto ingiustamente" in Russia è Stephen Hubbard, accusato da Mosca di aver combattuto come mercenario al fianco dell'Ucraina. Hubbard, che ha circa 75 anni, è stato arrestato nel 2022 e condannato a oltre sei anni da scontare in una colonia penale. 

Zelensky: "Gli USA ritardano deliberatamente la consegna dei Patriot già pagati"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice certo che Washington stia deliberatamente ritardando la consegna di missili intercettori all'Ucraina: parlando davanti ai senatori statunitensi, Zelensky ha affermato che "il Pentagono sta ritardando la consegna di missili" già pagati da alcuni Paesi europei nell'ambito del programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List). 

Secondo Zelensky, la spedizione è in attesa della firma del Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth. Zelensky ha inoltre riferito che diversi paesi europei sarebbero pronti a trasferire missili intercettori Patriot dai propri arsenali, ma restano in attesa dell'autorizzazione da parte degli Stati Uniti. "I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina. Ma, purtroppo, l'autorizzazione non è ancora arrivata. Tutto ciò suggerisce che sia stata presa una decisione politica volta a rallentare il sostegno nei nostri confronti".

USA, Trump: "Zelensky lasci qualcun altro negoziare per Kiev"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato oggi dalla Casa Bianca che Volodymyr Zelensky non sta offrendo alcun contributo ai negoziati e non desidera che
il conflitto in Ucraina abbia fine.

"Zelensky non è di grande aiuto. Credo che non voglia porre fine
al conflitto", ha affermato Trump ai giornalisti, commentando la
situazione in Ucraina.

"Penso che sia arrivato il momento che qualcun altro negozi per conto dell'Ucraina. La questione si sarebbe potuta risolvere molto tempo fa, se lui mi avesse dato ascolto", ha aggiunto Trump.

Trump ha anche criticato Zelensky per aver affermato che il leader statunitense si trova dalla parte sbagliata della storia
riguardo al conflitto in Ucraina.

"Zelensky non sa di cosa parla", ha detto il presidente americano
ai giornalisti.

17 miliardi la spesa italiana stimata per il sostegno a Kiev

In assenza di "dati ufficiali pubblici", l'Osservatorio Milex, attivato nell'ambito della Rete italiana pace e disarmo, stima in 17 miliardi la spesa finora dell'Italia per contribuire agli strumenti finanziari europei di sostegno diretto e indiretto allo sforzo bellico ucraino. Di questi, almeno 4 miliardi per il sostegno strettamente militare tra contributi all'European Peace Facility e al settore militare dell'Ukraine Support Loan. 

Tutto questo, sottolinea Milex, "al netto dei circa 3 miliardi di euro in armamenti che l'Italia ha finora inviato a Kiev attraverso dodici pacchetti di aiuti militari, solo in minima parte rimborsati dall'Epf". 

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