Campanella anticipata in Emilia-Romagna, adesione al 99%: dall’anno prossimo si farà in tutte le scuole
Dal prossimo anno scolastico, la prima campanella, in Emilia Romagna suonerà il 31 agosto per tutti i 330 comuni della Regione. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa tenutasi alle torri di via Aldo Moro, il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti. “Settembre insieme”, la sperimentazione unica in Italia voluta dalla Regione e costruita, nonostante la novità assoluta e la complessità, in tempi molto rapidi per dare da subito risposta concreta a un bisogno reale delle famiglie, diventerà “una misura strutturale nell’ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità”.
A confermare il successo dell’iniziativa messa in atto quest’anno sono i numeri: 9.253 domande raccolte, 8.005 bambine e bambini frequentanti, di cui 600 (il 7,5%) con disabilità a testimonianza dell’inclusività del progetto, 40 Comuni delle 14 Atuss (Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile) coinvolti in questo primo anno di sperimentazione, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie. Migliaia di bambini delle primarie hanno potuto usufruire gratuitamente – nelle prime due settimane di settembre prima dell’inizio ufficiale delle lezioni previsto lunedì 14 – di attività extrascolastiche (educative, sportive, culturali, ricreative e di socializzazione).
“Una sperimentazione– sottolineano de Pascale e Conti- senza precedenti in Italia per ampiezza, dimensione territoriale e regia regionale, capace di offrire una risposta nuova alle famiglie in una delle fasi più delicate dell’organizzazione estiva, mettendo in rete istituzioni, scuole, Comuni, Terzo settore, associazioni, educatori e operatori. Siamo partiti velocemente, già da questo anno scolastico, consapevoli che costruire in pochi mesi una misura nuova e così complessa avrebbe richiesto, da parte di tutti, fatica, flessibilità e tenacia. Uno sforzo che è stato ampiamente ripagato: abbiamo intercettato una domanda sociale alla quale crediamo sia doveroso continuare a dare risposta”.
Ora si passa alla fase due: l’estensione del progetto a tutti i Comuni. Un piano che la Regione non intende calare dall’alto ma rendere il più possibile partecipativo. L’assessore e il presidente hanno avviato un percorso strutturato di ascolto e monitoraggio che coinvolgerà direttamente i protagonisti dell’esperienza: famiglie, scuole, Comuni, Terzo settore e rappresentanti dei territori, affiancando il confronto già avviato con Anci, organizzazioni sindacali e mondo della scuola. Da metà settembre sarà diffuso un questionario online rivolto alle famiglie per conoscere direttamente lo loro esperienza: cosa ha funzionato, quali sono stati i bisogni, quali eventuali criticità hanno incontrato e cosa si aspettano da una misura strutturale.
La seconda fase, prevista per ottobre, sarà dedicata ai focus group: tre momenti specifici di confronto con Comuni ed Enti locali, Terzo settore e mondo della scuola, a cui si affiancherà il confronto già avviato con Anci e le organizzazioni sindacali. Il percorso arriverà in novembre a un momento pubblico di restituzione degli elementi raccolti e delle indicazioni emerse, che contribuiranno alla definizione delle linee guida per la costruzione della misura 2027.
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