La Generazione Z si mobilita in Germania: 32 cortei tra rivendicazioni, timori per gli estremisti e l’incognita Halloween
La Generazione Z scende in piazza in tutta Europa. I giovani si sentono trascurati dalla politica. Gli studenti francesi hanno dato il via, seguiti da spagnoli, portoghesi, albanesi, italiani e belgi. In primo piano il carovita e le ansie per il futuro. Adesso anche in Germania spunta l’iniziativa Gen Z regelt (“Ci pensa la Generazione Z”), e sono stati annunciati cortei in 32 città per chiedere un’istruzione migliore, condizioni di vita economicamente sostenibili, contro la possibile reintroduzione del servizio di leva e per il clima.
“GZr” si definisce un’aggregazione indipendente, apartitica e informale di giovani che si impegnano per il proprio futuro, aperta a tutti, ma con l’esclusione di estremisti, simboli contrari all’ordine costituzionale, razzismo e incitamento all’odio. “Solo in modo pacifico possiamo ottenere qualcosa insieme”, ammonisce il suo manifesto. “Si taglia su istruzione, politiche sociali, cultura e sanità. Chiudono i centri di cura per le dipendenze destinati ad adolescenti e giovani, e per molti l’accesso alla psicoterapia è diventato ormai quasi impossibile”, lamenta “GZr”. “Aumenti dei prezzi, tasse elevate e povertà gravano sulla vita quotidiana di molte persone. Le loro preoccupazioni ricevono scarsa attenzione. I tagli ricadono sulle nostre spalle, mentre le grandi imprese continuano a trarre profitto e miliardi vengono destinati al riarmo. Dobbiamo essere addestrati per guerre che non abbiamo mai contribuito a decidere. L’apparato di sorveglianza viene continuamente ampliato. La crisi climatica colpisce la nostra generazione più duramente di chiunque altro. Eppure, una reale protezione del clima continua a essere rimandata”. I giovani vogliono una politica coerente per poter avere un futuro. Ai cortei, secondo “GZr”, hanno già preannunciato la partecipazione più di 154 mila persone, ma secondo la Berliner Morgenpostgruppi organizzatori locali su Telegram danno cifre ampiamente inferiori. In cinque città – Colonia, Francoforte, Berlino, Amburgo e Monaco – le manifestazioni sono promosse direttamente da “GZr”. In altre ventisette, invece, l’organizzazione è locale. Non è tuttavia ben chiaro chi ci sia effettivamente dietro la mobilitazione; perciò, la Conferenza federale degli studenti (Bundesschülerkonferenz) ha preso le distanze e terrà una manifestazione autonoma a Berlino il 20 novembre, alla quale dovrebbero partecipare anche insegnanti e altri movimenti giovanili.
La struttura organizzativa flessibile è coerente con un movimento di protesta appena nato, ma oltre le rivendicazioni colpisce invece che il movimento “GZr” sia ben organizzato. Tanto da avere un sito con grafica professionale, istruzioni in caso di arresto, raccolta fondi anonima che, sempre secondo la Berliner Morgenpost, avrebbe raggiunto quasi 12 mila euro, e il logo accattivante di uno scoiattolo con una ghianda. ARD specifica che le note legali del sito web sono state modificate due volte nel giro di una settimana. Come responsabile figura il diciottenne Akram Selo, domiciliato presso una società svizzera di Altendorf, ma prima – cita la Berliner Morgenpost – c’era un recapito nell’Oberallgäu della società Akteno, che fornisce indirizzi a fini di notifica legale dei siti.
Col motto “Senza di noi il futuro non va avanti!”, il movimento invoca investimenti contro scuole fatiscenti e lezioni saltate per la carenza di insegnanti. Richieste fondate. Il degrado delle strutture negli atenei di Berlino lo ha riassunto il Tagesspiegel: le tre grandi università hanno stimato il proprio fabbisogno per i lavori di ristrutturazione rispettivamente in 1,2 miliardi (Humboldt-Universität), 1,7 miliardi (Freie Universität) e 2,4 miliardi di euro (Technische Universität). Presso quest’ultima, poi, l’intero edificio principale è addirittura chiuso da alcuni mesi a causa di un impianto antincendio guasto. Stern riferisce che una lettera al governo federale di sostegno ha raccolto, nel giro di una giornata, oltre 30.000 firme, tra cui quelle dell’esponente dei VerdiRicarda Lang e della capogruppo della Linke Heidi Reichinnek. “Gli affitti esplodono, i prezzi salgono e molti giovani, arrivati a fine mese, non sanno più come andare avanti”, ha scritto Reichinnek. “Chi protesta pacificamente contro tutto ciò viene etichettato come un pericolo. Il problema non sono i giovani, bensì questa politica”. Il presidente dei Verdi, Felix Banaszak, mette in guardia dal sottoporre i partecipanti a un sospetto generalizzato e invita invece ad “affrontare le loro legittime istanze in modo politicamente ragionevole”.
Alla vigilia delle dimostrazioni, il sindacato tedesco della polizia (DPolG) ha fatto notare che le proteste coincidono con Halloween: un problema in più per le forze dell’ordine che dovranno far rispettare il divieto di girare a volto coperto. “GZr” stessa, d’altronde, ammonisce: “Lascia il viso riconoscibile, anche con il costume di Halloween”. Marc Henrichmann (CDU), presidente dell’organismo di controllo sui servizi segreti del Bundestag, è preoccupato di possibili infiltrazioni e ha dichiarato all’Handelsblatt: “La rete dell’estremismo di sinistra è internazionale e coordinata”. A Stoccarda è effettivamente comparso un manifesto estraneo a “GZr” con un volto coperto da un passamontagna, denuncia EchtStuttgart. Secondo una fonte del Ministero degli Interni, raccolta dall’AFP, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione sta intensificando il monitoraggio di siti web e canali social “sui quali potrebbero essere condivisi appelli a partecipare in modo violento, o a sfruttare le manifestazioni per diffondere violenza”. A quanto pare, una preoccupazione degli stessi organizzatori: la Süddeutsche Zeitung ha riferito che il portavoce federale del movimento “Gen Z regelt”, il ventunenne Gianni Matheja, si è dimesso.
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