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Thursday, September 24, 2026

“Da quel che so, Hamilton e Leclerc sono una coppia litigarella. La Ferrari è l’amante che tutti vorrebbero avere”: parla Briatore

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“Da quel che so, Hamilton e Leclerc sono una coppia litigarella. La Ferrari è l’amante che tutti vorrebbero avere”: parla Briatore

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“È una coppia litigarella a quanto ne so. Gestire due grandi piloti non è semplice. Basta far capire a tutti che la macchina appartiene al team. Serve responsabilità e attenzione. Non vorrei mai vedere uno dei miei piloti che spinge fuori l’altro”. A parlare di Lewis Hamilton e Charles Leclerc è Flavio Briatore, executive advisor dell’Alpine in Formula 1, al Corriere della Sera. A 76 anni gira ancora nel paddock e vuole portare in alto l’Alpine, anche se “una Ferrari vincente è un patrimonio per l’intera F1, un po’ tutti facciamo il tifo per quel Cavallino”. Ma a chi gli chiede se gli farebbe piacere una chiamata da Maranello, risponde: “È troppo tardi. Anche se la Ferrari è l’amante che tutti vorrebbero avere. Però non sono mai stato vicino a Maranello, sono sempre stato dall’altra parte della barricata“.

Anche quest’anno la scuderia italiana sembrava competitiva a inizio anno, ma nei momenti decisivi è sempre mancato qualcosa tra problemi di affidabilità. errori dei piloti e altri imprevisti: “La Ferrari è competitiva, poi manca sempre un qualcosa. È che vincere un Mondiale è complicato, anche perché ci sono gli altri…”, ha spiegato Briatore, che poi precisa: “Le ricette si fanno quando si conosce il paziente. Bisogna capire la malattia per provare a intervenire. Intanto va rispettato il lavoro di Vasseur, gli errori capitano in ogni squadra“.

Intanto in testa al Mondiale piloti c’è saldamente al comando l’italiano Andrea Kimi Antonelli, forte di 81 punti di vantaggio sul compagno di scuderia George Russell: “Solo Kimi può perdere il titolo. È maturato in modo sorprendente, è solido. Ed è capace di segnare un’epoca. Toto Wolff ha fatto un super lavoro con lui ma poi serve la materia prima e Antonelli ne ha di ottima”. Anche se insieme a lui secondo Briatore c’è un altro pilota che è superiore alla media: “Verstappen riesce a fare risultati strepitosi con una Red Bull meno competitiva della Mercedes ma non ce la fa a vincere. Poi ci sono altri 5 o 6 campioni di alto livello e altri che si stanno formando. Mi hanno criticato quando ho ingaggiato Colapinto. Beh, sta mostrando progressi eccezionali. Serve gestione, supporto per far sbocciare il talento”.

Oggi la Formula 1 è tra gli sport più seguiti, più di tendenza e che accoglie sempre di più un pubblico giovane. A fine anni ’80 Briatore disse: “F1 is business”, in tempi non sospetti: “Il tempo mi ha dato ragione. Allora le corse erano una faccenda che riguardava meccanici e ingegneri. Non era business, era sopravvivenza. Oggi la F1 è diventata the place to be… devi esserci. Con Liberty Media e Stefano Domenicali l’impulso è stato enorme sul fronte commerciale, su quello dell’immagine, sulla qualità degli eventi, della comunicazione. Abbiamo un pubblico enorme con una età media molto bassa e una componente femminile mai vista”.

In conclusione anche una battuta su Jannik Sinner, con cui spesso Briatore si incontra in contesti extrasportivi: “Sta bene, segue il suo programma di riabilitazione. Questi sono ragazzi, devono curarsi visto quanto giocano. È che Jannik ci manca, come manca Alcaraz. È un po’ come la MotoGp senza Valentino in lotta con Marquez.”

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