“Ho subito nove operazioni alla schiena, due alle spalle, tre fusioni cervicali, di tutto. Ho sofferto di bulimia e abusato di steroidi. Sto insieme col fil di ferro”: la confessione di Sylvester Stallone
Steroidi e bulimia. Sylvester Stallone svela il suo segreto di Pulcinella. In una intervista al New York Times, l’80enne star hollywoodiana racconta che dietro a quel fisico scolpito, che tra Rocky e Rambo lo rese icona muscolare del cinema d’azione negli anni ottanta, in realtà vi erano sia un disturbo alimentare che l’uso sfrenato di steroidi. Un’ossessione per la forma fisica, insomma, che a lungo andare gli ha creato problemi metabolici e psicologici non da poco. Vista l’uscita nelle sale statunitensi di I Play Rocky, il film che ricostruisce la nascita del celebre pugile di Filadelfia, Stallone ha spiegato che il primo Rocky, quello del 1976, doveva essere un uomo comune, quindi “un ragazzo liscio, dall’aspetto normale”. “Poi ci siamo detti che andando avanti il personaggio sarebbe diventato un po’ più vanitoso. E per Rambo che è un guerriero devi essere un po’ più animalesco. Così ho cominciato a pensare: disegna il tuo corpo come un giaguaro, un felino”.
Stallone ha così ricordato che quel fisico che vedevamo, al netto di ritocchi in CGI allora impossibili, “era diventata un’ossessione davvero brutta”: “Sono arrivato al punto di diventare bulimico. Sono sceso al 2,6% di grasso corporeo mentre giravo Rocky III… e non riuscivo a trattenere niente”. Stallone ha poi spiegato in maniera perentoria che “nessuno riesce ad arrivare a quella forma fisica senza additivi o farmaci (…) e non mi interessa cosa dicono…sono tutte balle”. Un uso di anabolizzanti di cui Stallone non si pente, ma che rimarcandolo ne mostra anche tutti gli effetti dannosi vissuti successivamente: “Ho abusato del mio corpo. Ho subito nove operazioni alla schiena, due alle spalle, tre fusioni cervicali, di tutto. Sto insieme col fil di ferro, ma ho ancora la voglia di restare in forma. Prendo un sacco di pillole per andare avanti. L’ho pagata a caro prezzo”.
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