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Monday, October 12, 2026

Ex Ilva, sciopero di 24 ore dalla Puglia alla Liguria. I sindacati: "Nessuna prospettiva"

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Ventiquattro ore di sciopero oggi in tutti i siti del gruppo ex Ilva, compresi Acciaierie d'Italia e le aziende dell'indotto, per protestare contro l'assenza di prospettive industriali e occupazionali. La mobilitazione è stata proclamata da Fim, Fiom e Uilm dopo l'incontro di ieri a Palazzo Chigi sulla vertenza, dal quale, secondo i sindacati, non sono emerse risposte concrete sul rilancio produttivo, sulla tutela del reddito e sul futuro dei lavoratori. 

"L'unico aspetto oggetto attualmente della discussione con il governo è quello degli ammortizzatori sociali, per tutti i lavoratori e per tutti gli stabilimenti, senza una reale prospettiva di rientro al lavoro", denunciano le organizzazioni sindacali. Al centro della protesta c'è la richiesta di un piano industriale nazionale che accompagni la transizione verso la decarbonizzazione senza scaricarne i costi sui lavoratori, con un ruolo diretto dello Stato e adeguate risorse pubbliche, anche nella legge di Bilancio 2027. 

I sindacati chiedono inoltre garanzie per l'intero sistema produttivo, da Taranto agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Salerno e Marghera, oltre alla sede direzionale di Milano. Nell'incontro a Palazzo Chigi, riferiscono Fim, Fiom e Uilm, non sono state affrontate né la possibilità di acquistare semilavorati per mantenere in attività le linee di finitura, né l'introduzione di strumenti straordinari come prepensionamenti, incentivi all'esodo e percorsi di riqualificazione professionale per favorire la ricollocazione nel ciclo produttivo decarbonizzato. 

Il corteo a Genova

A Genova sciopero e corteo degli operai ex Ilva contro l'annunciata chiusura dello stabilimento di Cornigliano e degli altri siti del Nord a partire dal 15 novembre. Alla manifestazione, che è partita intorno alle 8 dopo una breve assemblea davanti alla fabbrica, partecipano numerosi esponenti politici tra cui la sindaca di Genova Silvia Salis. Anche il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, è venuto a portare la sua solidarietà ai lavoratori. Il corteo sta attraversando in questi minuti il ponente cittadino creando gravi disagi al traffico ed diretto in prefettura.

Le sigle sindacali non escludono di estendere la mobilitazione anche nei prossimi giorni, con iniziative articolate a livello territoriale.

Fiom Cgil: “Ci mobiliteremo finchè non avremo risposte”

"Questa mattina i lavoratori ex ilva sono in lotta. A Genova, per dire che non vogliono ammortizzatori sociali ma lavoro, perché gli impianti genovesi se adeguatamente alimentati possono lavorare a pieno regime. La scelta surreale e scellerata di dichiarare lo stop di tutti gli impianti di Acciaierie d'Italia il 15 novembre è inaccettabile, perché  la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi dopo il 20 ottobre, ma soprattutto perché nonostante la chiusura dell'area a caldo di Taranto gli impianti del nord possono continuare a lavorare". Lo ha detto Stefano Bonazzi, segretario generale Fiom Cgil Genova.

“Il governo deve fare una cosa semplice: far ritirare la dichiarazione di chiusura degli impianti per il 15 novembre e fare acquisire coils o bramme sul mercato per garantire la continuità produttiva degli impianti a freddo - ha concluso -. I lavoratori oggi lottano per questo, per dire basta alla cassaintegrazione, perché ciò che serve è il lavoro”.

"Questa è la prima mobilitazione che mettiamo in campo. Da Taranto a Genova, a Novi, a Racconigi, in tutta Italia oggi i lavoratori dell'ex Ilva scendono per le strade, si mobilitano per rivendicare un futuro diverso". Ad affermarlo è il segretario generale Fiom-Cgil Taranto, Francesco Brigati, in occasione dello sciopero dei lavoratori dell'ex Ilva. "Noi non possiamo pagare - ha spiegato - per le scelte sbagliate della politica e di tutti i governi che si sono succeduti in questi anni. Noi vogliamo una garanzia dal punto di vista di quelle che sono le misure straordinarie per i lavoratori". Il sindacalista delle Fiom ha poi aggiunto: "Ci mobiliteremo finché non avremo risposte. Il 13 ci sarà il Consiglio dei ministri: noi dobbiamo mobilitarci, continuare l'iniziativa di mobilitazione".

"È la prima mobilitazione di tutti i lavoratori. Siamo qui per chiedere al Governo di riprendere il decreto legge poiché riteniamo che le misure che sono state inserite, sono insufficienti". Lo afferma sull'ex Ilva Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl, mentre sono in corso a Taranto lo sciopero di 24 ore, che coinvolge anche l'indotto-appalto, e l'assemblea dei lavoratori. Assemblea che risulta più partecipata rispetto a quelle precedenti. Sul piazzale è radunato qualche migliaio di lavoratori tra diretti e indiretti. 

Fim Cisl: “Misure insufficienti, il governo riprenda decreto”

"Noi vogliamo parlare di lavoro e non solo di cassa integrazione, un lavoro che deve essere rispettoso dell'ambiente e della salute. Dobbiamo poi associare a questo anche gli strumenti straordinari che servono ad accompagnare i lavoratori - dice Prisciano -, ma dobbiamo anche parlare di prospettive industriali, sociali, occupazionali e ambientali. Taranto e i lavoratori meritano rispetto. E il governo deve intervenire con un forte intervento pubblico affinché si possa garantire un periodo così complicato, la messa in sicurezza, la transizione che serve allo stabilimento e guardare a un futuro che non sia fatto solo di cassa".

Uilm: “Sciopero a oltranza, autoconvocazione Bari-Roma”

"I lavoratori, alla fine dell'assemblea, stanno procedendo a bloccare i varchi di altre importanti aziende dell'area industriale di Taranto. Stiamo attivando uno sciopero a oltranza. L'obiettivo è quello di autoconvocarci sotto la sede della Regione Puglia e sotto la sede del Governo se non arriveranno le convocazioni nella giornata di oggi". Lo dichiara Luigi Bennardi, segretario Uilm, dopo l'assemblea dei lavoratori diretti e indiretti dell'ex Ilva di Taranto nell'ambito delle 24 ore di sciopero nazionale promosso dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb. Orientamento è andare mercoledì in Regione Puglia a Bari e venerdì a Roma.

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