Chi è Bruno Antonio Malatesta, il “Maestro” della presunta setta arrestato. I carabinieri: “Chi si riconosce come vittima denunci”
Cinquantanove anni, una presenza costruita anche sul web attraverso la promozione di corsi di yoga, meditazione e difesa personale. È Bruno Antonio Malatesta l’uomo arrestato questa mattina dai carabinieri di Torino nell’ambito dell’operazione “Asmodeo”, un’indagine avviata nel marzo 2024 su una presunta setta pseudo-spirituale nella bassa Val di Susa.
Malatesta, che secondo gli investigatori si faceva chiamare “Maestro, avrebbe costruito attorno alla propria figura un sistema di relazioni fondato sulla promessa di un percorso spirituale e sulla presunta capacità di intervenire anche su problemi di salute. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe avvicinato soprattutto persone in condizioni di difficoltà o vulnerabilità, alcune delle quali conosciute proprio attraverso corsi di yoga aperti a tutti. Tra le promesse che gli vengono attribuite ci sarebbero anche presunte guarigioni da malattie oncologiche e il possesso di poteri soprannaturali.
Il passaggio dalla frequentazione dei corsi alla vita nella comunità avrebbe rappresentato, secondo l’ipotesi investigativa, l’ingresso in un sistema sempre più rigido di assoggettamento psicologico. Gli adepti avrebbero vissuto in alcune villette a schiera della bassa Val di Susa, intestate a società che, secondo gli accertamenti, sarebbero state indirettamente riconducibili a Malatesta. Indossavano tuniche arancioni e si rasavano la testa.
All’interno della comunità, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era previsto per tutti un voto di povertà. Alle donne, definite “monache” e “ancelle”, sarebbe stato imposto anche un voto di castità nei confronti dei propri compagni o mariti, con un’eccezione che avrebbe riguardato il “Maestro”. Le regole sarebbero state accompagnate da punizioni, comprese quelle corporali, e dall’obbligo, in alcuni casi, di dormire per terra.
Sono accuse pesanti quelle contestate a Malatesta: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. Nell’inchiesta compaiono inoltre presunti abusi sessuali ai danni di minorenni: secondo gli investigatori, si tratterebbe di adolescenti di 16 e 17 anni all’epoca dei fatti.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Torino Davide Pretti, sarebbero partite da diverse denunce, alcune delle quali successivamente ritirate. Le prime risalirebbero al 2017, mentre l’inchiesta che ha portato all’arresto è stata avviata nel marzo 2024.
Malatesta si trova ora nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La ricostruzione degli investigatori dovrà naturalmente essere sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e le contestazioni dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.
L’appello dei carabinieri alle possibili vittime
Proprio alla luce del quadro emerso dall’indagine, i carabinieri rivolgono un appello a eventuali altre persone che ritengano di essere state vittime del presunto sistema di abusi.
Il tenente colonnello Diego Berlingieri, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Torino, invita chiunque si riconosca nella vicenda a rivolgersi ai comandi dell’Arma territorialmente competenti o alle stazioni dei carabinieri per denunciare eventuali fatti subiti. L’ufficiale richiama inoltre l’attenzione sul rischio di affidarsi, in situazioni di malattia o particolare fragilità, a persone che attribuiscono a se stesse competenze non riconosciute. Il consiglio dell’Arma è di rivolgersi, in presenza di problemi di salute o altre difficoltà, esclusivamente a professionisti qualificati e riconosciuti.
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