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Monday, October 12, 2026

Legge elettorale, i sei punti dei ricorsi: dal premio alle firme

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Persa la battaglia in Parlamento, parte quella dei ricorsi (ne saranno presentati trenta entro il 26 ottobre) contro la nuova legge elettorale, Stabilicum o Rosatellum. Oggi alla Camera la della “Rete per un voto libero e uguale”, il pool di giuristi guidato da Roberto Zaccaria , Enrico Grosso e Pietro Adami, ha presentato insieme ai partiti di opposizione la strategia per portare lo Stabilicum o Melonellum davanti alla Consulta. «La legge è gravemente incostituzionale e per questo presentiamo questa straordinaria macchina dei ricorsi La reazione è forte, con l’obiettivo di arrivare alla Corte costituzionale prima delle elezioni», ha detto Zaccaria anticipando che in totale saranno 500 i ricorrenti a sottoscrivere gli atti di costituzionalità: tra questi Giovanni Bachelet, Pier Luigi Bersani, Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Gianrico Carofiglio, Lella Costa, Massimo D’Alema, Nando Dalla Chiesa, Maurizio De Giovanni, Tiziana Ferrario, Anna Finocchiaro, Rino Formica, Monica Guerritore, Marisa Laurito, Gad Lerner, Tomaso Montanari, Barbara Pollastrini, Romano Prodi, Pasquale Tridico

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I 6 punti nel mirino dei ricorsi

Sono 6 i punti del testo nel mirino dei ricorsi. «La prima questione è il premio maggioranza, sia in termini numerici sia sotto l’aspetto delle modalità di assegnazione attraverso un numero fisso» ha spiegato Grosso. Il secondo aspetto riguarda l’assegnazione del premio su base nazionale del Senato, «che deve essere eletto invece su base regionale». Il terzo riguarda le modalità di selezione degli eletti e quindi l’assegnazione dei seggi. E poi: «la disparità di genere che regola le candidature e le preferenze», per cui con «i capilista bloccati possono anche essere tutti uomini»; l’indicazione preventiva e obbligatoria del futuro presidente del Consiglio che «viola la libertà dei partiti di scegliere come presentarsi e le prerogative del Presidente della Repubblica di assegnare l’incarico di formare un governo nonché l’obbligo di raccolta di un numero abnorme di firme per le nuove formazioni politiche che «è irragionevole»

Con i ricorsi via aspetti incostituzionali ma legge elettorale resta idonea

«Nessuno chiede il ritorno alla precedente legge che ormai è abrogata» ha spiegato Grosso, che ha aggiunto: « Se i ricorsi saranno accolti la nuova legge sarà depurata degli aspetti incostituzionali, restando idonea ad essere applicata»

Ricorsi depositati il 26 ottobre

«Abbiamo l’obiettivo ambizioso di presentare i ricorsi il giorno di entrata in vigore della legge. Verranno depositati perciò il 26 ottobre in tutte le Corti d’Appello» ha detto Adami, che ha confermato che i ricorsi saranno 30. «Ragionevolmente a metà gennaio ci saranno le udienze e il giudice potrà fare ordinanza di remissione alla Consulta» «A metà gennaio»

Sentenza della Consulta entro la primavera

E la Corte Costituzionale quando potrebbe decidere? I ricorrenti non si sbilanciano, ma Adami azzarda: «La Consulta ha la possibilità di valutare l’urgenza di questa questione e di fissarla rapidamente. Non faremmo tutto questo se non pensassimo di poter arrivare in tempo per le elezioni. Quindi direi entro la primavera potremmo avere l’udienza in Corte Costituzionale, tra marzo e giugno».

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