Ucraina, Zelensky: “Raid russo su una scuola di Zaporizhzhia usata come centro aiuti”. Almeno 29 morti
A nemmeno 24 ore dalla fine della tregua per Oleshky, Kiev denuncia una nuova strage di civili in un centro aiuti. “Un attacco russo assolutamente orribile ha colpito l’insediamento di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia“, ha scritto il presidente ucraino Vololdymyr Zelensky sui social. “Da questa mattina, il centro abitato è stato colpito più volte da bombe aeree”.
I raid hanno preso di mira una scuola utilizzata per scopi umanitari: “Lì la popolazione riceveva aiuti. Dopo il primo bombardamento, è seguito un secondo attacco con altre nove bombe, che hanno colpito specificamente il rifugio dove le persone avevano cercato riparo”. Il numero dei morti a causa continua a salire: sono almeno 26 le persone uccise, tra cui due soccorritori e quattro agenti di polizia. Altre cinque persone sono ricoverate in ospedale e altre sono ancora intrappolate sotto le macerie.
La maggior parte delle vittime sono civili giunti sul posto per ricevere aiuti umanitari o soccorrere i feriti dopo il primo attacco. ‘I russi – ha aggiunto Zelensky – non potevano ignorare che ogni settimana i residenti di Komyshuvakha, rimasti sul posto, ricevevano aiuti umanitari proprio in quel luogo. E questa è un’ulteriore prova che la Russia non vuole né una de-escalation né una vera giustizia”.
Zelensky sottolinea che ”dopo l’operazione umanitaria a Oleshky, i passi successivi avrebbero potuto dimostrare che un progresso verso la pace era possibile. Con queste uccisioni, la Russia sta inviando un segnale completamente opposto: la Russia conta su altre uccisioni”. Data la situazione, è l’appello del presidente ucraino, ”ci deve essere una risposta a questo, una risposta da parte del mondo. Una risposta forte e decisa. Una risposta alla Russia. E sostegno a Kiev”.
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