Andrea Lucchetta e l'ictus del padre subito prima del match. Un viaggio in lacrime per raggiungerlo

È il personaggio più poliedrico della pallavolo italiana nonostante abbia finito da anni di schiacciare. Andrea Lucchetta, centrale azzurro e del Modena oggi commenta il volley sui canali Rai, continua a lavorare con i giovanissimi e racconta ciò che ha rappresentato per l'Italia della pallavolo, quella che nel 1990 a Rio de Janeiro completò l'inaspettata rincorsa verso il tetto del mondo. Ha i capelli all'insù e il gel è tra le cose che non mancano mai in borsa.
L'ilarità è il suo pane quotidiano, capace di racconti e risate. Quelle che spariscono all'improvviso quando - per la prima volta - racconta del viaggio da Modena a Treviso per raggiungere il padre, colpito da ictus. “Ansia e rispetto - dice - perché ho saputo del malore di mio padre un attimo prima di scendere in campo. Allora ho giocato la mia partita e immediatamente dopo consumato ogni mia lacrima nel viaggio verso il Veneto. Un incubo. Lo ho raggiunto, gli ho stretto la mano…”
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