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Monday, September 28, 2026

Salute mentale e giovani, troppi chatbot falliscono ancora nei controlli di sicurezza

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In un clima di continua attenzione per l'influenza dei chatbot sugli adolescenti, una nuova ricerca svela che gli assistenti digitali falliscono ancora troppo quando si tratta di salute mentale dei giovani. Stando al report "AI Child Safety" della società indipendente Vals AI, il 27,5% delle interazioni tra nove dei principali chatbot di IA fallisce già alla prima risposta su temi delicati. Il 62% fornisce invece risposte inadeguate nelle fasi avanzate del dialogo con gli adolescenti.
    Lo studio, condotto su 648 conversazioni simulate, ha preso in esame i principali assistenti IA tra cui ChatGpt, Gemini, Claude, nelle loro versioni sperimentali, rese disponibili agli sviluppatori.
    ChatGpt ha fallito almeno un controllo di sicurezza critico in quasi il 14% dei casi. Per Claude di Anthropic, la percentuale è salita al 17%, e per Gemini di Google al 32%. Il modello con il tasso di errore più basso, pari al 9,7%, è stato Muse Spark di Meta.
    "In quasi il 30% delle conversazioni, i chatbot hanno commesso un errore di sicurezza", affermano i ricercatori, "ad esempio fornendo una diagnosi o dando ragione a un adolescente che rifiutava il supporto in caso di crisi, per lo più nella fase finale della conversazione, dopo diversi scambi di messaggi".
    Informare esplicitamente i modelli che stavano parlando con un adolescente ha ridotto il tasso di errore critico dal 31,1% all'11,5%, a testimonianza della mancanza di indicatori che spingano i chatbot a fermarsi in autonomia. Vals AI ha testato ciascun modello con 72 diverse conversazioni sulla salute mentale, tra cui depressione e autolesionismo.
   

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