“Aggressione fascista”, a Venezia nove finiscono al pronto soccorso: “Aggrediti con pugni e spray al peperoncino”. Il video
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Il video, i referti medici e la denuncia. A Venezia è andata in scena una vera aggressione di stampo fascista ai danni di alcuni esponenti dei centri sociali. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa Tommaso Cacciari, portavoce del Morion, dopo i fatti accaduti alcuni giorni fa in una calle, mostrando le prove. Si vedono nelle immagini alcuni cittadini stranieri, presumibilmente olandesi, con magliette nere, che picchiano un gruppo di ragazzi. In nove, tra cui un attivista di Avs, sono finiti al pronto soccorso. In un caso è stata riscontrata una frattura dell’ulna, in un altro una tumefazione al viso con frattura. Le prognosi sono di 31 e 21 giorni. Altri sette hanno subito lesioni meno gravi.
Tutti e nove hanno deciso di presentare denuncia in Questura. Ai sanitari e alla polizia hanno dichiarato: “Siamo stati aggrediti con pugni e spray al peperoncino da persone non conosciute perché hanno riconosciuto simboli di richiamo antifascista su una maglietta indossata da una persona del gruppo”. Oltre alla bandiera palestinese, la maglietta esibiva la scritta: “Venezia antifascista”.
Il Laboratorio Occupato Morion e Anpi Venezia hanno organizzato per il 19 settembre una manifestazione davanti alla stazione ferroviaria. “Qualche giorno fa scrivevamo: l’odio chiama odio. In una sola settimana, a Venezia, abbiamo assistito prima a una provocazione e poi a una vera e propria aggressione fascista contro chi questa città la vive, la difende e la arricchisce socialmente, non per uno stipendio, ma per amore”. L’accusa è precisa e rimanda ad alcuni influencer di destra che avevano spruzzato vernice rossa contro alcuni borseggiatori: “Protagonisti dell’aggressione sono gruppi organizzati di squadristi fascisti estranei alla città, olandesi e neozelandesi, atterrati da Roma e dall’Olanda, con il solo obiettivo di provocare e monetizzare, via social network, facendo leva sull’insicurezza sociale, incanalandola nelle note retoriche razziste e classiste”.
Un comunicato li definisce “parassiti della paura”, “social-squadristi di professione”, che si sono presentati con il pretesto dei pickpocket. In realtà, nel fine settimana, avrebbero cercato lo scontro contro i ragazzi dei centri sociali. “Nessuno può fare finta che non stia accadendo nulla e che l’antifascismo sia un arnese del passato. È questo uno degli atteggiamenti diffusi che ha favorito la fascistizzazione della società a cui assistiamo. Accade in Italia, in Sassonia, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Palestina e in tanti altri luoghi. Si alimenta continuamente la ricerca del capro espiatorio, colpevolizzando gli ultimi e lasciando liberi i manovratori”.
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