“Lei è aperta al mondo, io sono un brontolone. Per due mesi in cui ci siamo limitati a fare la spesa, cucinare e capire come funzionasse il nostro nuovo estrattore”: le confessioni di Damiano David e Dove Cameron
Il set fotografico di Vogue Italia è allestito al Fontanone del Gianicolo, tra un pullman di turisti e le urla di un addio al nubilato. I telefoni della produzione squillano, lo staff corre per non perdere la luce del tramonto. Damiano David è a torso nudo mentre uno stylist gli sistema gli abiti; Dove Cameron gli accarezza distrattamente i tatuaggi sulla schiena, prima di ricevere un bacio sulla fronte. È una “calma privata” in mezzo alla frenesia, il tratto distintivo di una coppia abituata a calcare i palcoscenici globali ma ferocemente determinata a proteggere la propria quotidianità.
La scena viene bruscamente interrotta dall’arrivo di un agente di polizia e di un ufficiale militare. I permessi per scattare sono in regola, ma l’inquadratura rischia di includere il tetto dell’Ambasciata di Spagna, vietato per motivi di sicurezza. Mentre la troupe suggerisce di chiamare il sindaco per sbloccare l’impasse burocratica, l’ufficiale replica: “Siamo a Roma, anche il sindaco deve seguire la procedura”. Damiano alza gli occhi al cielo da perfetto monteverdino, conoscendo già l’epilogo (il set verrà spostato a Villa Sciarra). Dove, al contrario, si esalta: «A un certo punto ti arrendi al caos. Se tutto andasse alla perfezione, non avresti nulla da ricordare».
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