Morto Peter Byrne, il cantante dei Naked Eyes aveva 74 anni

Peter Byrne, il cantautore dei Naked Eyes, è morto a Los Angeles, in California, lunedì 14 settembre, dopo una breve malattia. Aveva 74 anni. La sua morte è stata annunciata dal portavoce del gruppo Jim Merlis sul profilo Facebook ufficiale della band.. Byrne lascia i fratelli Eileen, Sandy, Carol e Steve, i tre figli Merlin, Dylan e Chloe, e l'ex moglie Elena. I funerali si terranno in forma privata con una cerimonia per la famiglia. Non è stata ancora resa nota la causa della morte.
Un frontman poliedrico
Nato il 9 giugno 1952 a Bath, Byrne ha continuato a scrivere, registrare e andare in tournée anche dopo la morte del tastierista Rob Fisher, scomparso nel 1999 all'età di 42 anni in seguito a un intervento chirurgico per un tumore. Byrne ha così pubblicato l'album solista "The Real Illusion" nel 2001 con il nome di Pete Byrne, seguito da due album con il nome "Naked Eyes: Fumbling with the Covers" nel 2007 e "Disguise the Limit" nel 2021. Nel 2008 i Byrne's Naked Eyes hanno partecipato al tour statunitense "Regeneration" con Belinda Carlisle, ABC e Human League. Nel 1985 Byrne ha collaborato con Stevie Wonder nel brano "Part-Time Lover", e ha scritto canzoni per il cinema e la televisione, tra cui il brano del 1993 "I Am The Cute One" per le gemelle Olsen.
La storia dei Naked Eyes
Fondati nel 1982 da Byrne e dal tastierista Rob Fisher, i Naked Eyes, una delle band new wave britanniche più popolari dell'epoca d'oro di MTV. Un'amicizia nata al college quella tra Byrne e Fisher, entrambi parte di una band chiamata Neon dal 1979 al 1982, di cui facevano parte anche Curt Smith e Roland Orzabal, che in seguito avrebbero formato i Tears for Fears. Nel giro di due anni, i Naked Eyes erano già nella Top 40 della Billboard Hot 100 con quattro brani. Il singolo di maggior successo fu "Always Something There to Remind Me", che raggiunse l'ottavo posto nell'estate del 1983. La demo di "Always Something There to Remind Me", cover del brano del 1963 scritto da Burt Bacharach e Hal David per Dionne Warwick, convinse la EMI Records a mettere sotto contratto il duo che sarebbe poi diventato i Naked Eyes.
Il loro successo più grande fu "Promises, Promises", scritto da Byrne e Fisher e da non confondere con l'omonima canzone di Bacharach e David che fu un successo per Warwick. Entrambe le canzoni furono incluse nell'album di debutto della band del 1983, "Burning Bridges", insieme a un terzo singolo, meno fortunato, "When the Lights Go Out". Il secondo album della band, "Fuel For The Fire" del 1984, conteneva il singolo di successo "(What) In the Name of Love", ma non riuscì a replicare il successo dell'album di debutto, portando allo scioglimento dei Naked Eyes.
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