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Sunday, August 16, 2026

È morta l'attrice Carla Tatò, figura originale e radicale del teatro di ricerca

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L'attrice Carla Tatò, una delle figure più originali e radicali del teatro italiano di ricerca, è morta all'età di 79 anni. La camera ardente si terrà lunedì 17 agosto, dalle ore 8.30 alle 10, al policlinico Umberto I di Roma. È stata una presenza riconoscibile e irriducibile, protagonista di oltre cinquant'anni di ricerca tra scena, cinema, televisione e sperimentazione interdisciplinare, con una carriera costruita lontano dalle convenzioni dello spettacolo tradizionale, attraverso il rapporto tra parola, corpo, musica, arti visive e territorio, come spiega AdnKronos in una scheda. Carla Tatò sarà cremata e successivamente sarà definita la data delle esequie a Genazzano, dove viveva da tempo. A settembre è previsto a Roma un appuntamento pubblico dedicato alla sua memoria.

Carla Tatò (Facebook)

Nata a Roma il 3 gennaio 1947, figlia di Antonio Tatò, dirigente del Partito comunista italiano e stretto collaboratore del segretario Enrico Berlinguer, e di Erminia Romano, tra le prime donne italiane a dirigere un'orchestra, Carla Tatò si forma all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove studia scenografia. Il debutto professionale arriva negli anni Sessanta, quando viene chiamata da Carmelo Bene nella sua compagnia. Nel 1967 è in "Amleto o le conseguenze della pietà filiale" e in "Salvatore Giuliano, vita di una rosa rossa". Seguono le collaborazioni con alcuni dei protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento, tra cui Roberto Guicciardini, Franco Parenti, Gianfranco De Bosio e Maurizio Scaparro.

Ma è fuori dai circuiti tradizionali che Tatò trova progressivamente la dimensione più congeniale alla propria ricerca. Nel 1970 fonda con Dacia Maraini il Teatro di Quartiere a Centocelle. L'anno successivo partecipa alla nascita del Teatro di Strada insieme, tra gli altri, a Gian Maria Volonté, Flavio Bucci e Antonio Salines. È una stagione in cui la sperimentazione artistica si intreccia strettamente con l'impegno civile e politico. Parallelamente arriva il cinema. Tatò recita in "Sbatti il mostro in prima pagina" di Marco Bellocchio, "Vogliamo i colonnelli" di Mario Monicelli e "Le cinque giornate" di Dario Argento. Partecipa inoltre all'"Orlando furioso" televisivo diretto da Luca Ronconi. Una presenza intensa, destinata però a rimanere soprattutto legata al teatro.

Carla Tatò a Copenaghen, 2007

Carla Tatò a Copenaghen, 2007 (Lapresse)

Nel 1973 l'incontro decisivo con Carlo Quartucci, negli studi radiofonici di Torino. Da quell'incontro nasce un sodalizio artistico e personale destinato a durare per oltre quarant'anni, fino alla morte del regista, avvenuta nel 2019. Con Quartucci Tatò entra nell'esperienza del Camion, il progetto itinerante che porta il teatro nelle periferie, nelle piazze e nei piccoli centri. Il teatro diventa così un'esperienza mobile e aperta, capace di confrontarsi direttamente con i territori e con il pubblico. A questa stagione appartengono anche i lavori legati a Nora Helmer, figura di Ibsen che Tatò interpreta e rielabora a più riprese.

Negli anni Ottanta, scrive sempre AdnKronos, arriva uno dei capitoli più importanti della sua carriera: la Zattera di Babele. A Genazzano, in provincia di Roma, dal 1981, il teatro si apre alle arti visive, alla musica, alla poesia e alla critica d'arte. Intorno a Tatò e Quartucci si riuniscono artisti come Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Germano Celant, Roberto Lerici, Rudi Fuchs e Giovanna Marini. Il paese dei Monti Prenestini diventa un grande spazio scenico. Spettacoli, performance, incontri e laboratori trasformano strade, piazze e il Castello Colonna in luoghi di produzione artistica. Per Tatò Genazzano non è dunque soltanto un luogo di residenza, ma una parte essenziale della propria idea di teatro.

La Zattera di Babele prosegue poi il proprio percorso a Erice, dove Tatò, insieme a Mino Blunda e Rudi Fuchs, è tra gli autori del festival permanente Le giornate delle arti. Il progetto attraversa quindi l'Italia e l'Europa, coinvolgendo teatri, musei e artisti di discipline diverse. La sua ricerca attoriale prosegue con opere di Beckett, Pirandello, Marlowe e Kleist. Tra gli spettacoli ricordati nella sua lunga carriera figurano "Primo amore", "I giganti della montagna", "Tamerlano il Grande", "I Macbeth", "Pentesilea", "Medea" e diversi lavori dedicati a Beckett. La sua voce, profonda e inconfondibile, diventa uno degli elementi distintivi di una recitazione fondata sulla fisicità della parola. L'ultimo grande progetto condiviso con Quartucci è Teatr'Arteria, realizzato a Roma tra il 2006 e il 2012. Dopo la morte del compagno e collaboratore, Tatò dedica una parte crescente del proprio lavoro alla memoria e alla trasmissione di quella esperienza, anche attraverso il lavoro sugli archivi e le attività rivolte alle nuove generazioni di attori. Nel 2024, cinque anni dopo la scomparsa di Quartucci, le viene assegnato il Premio Ubu alla carriera per il suo lungo percorso artistico.

Carlo Quartucci e Carla Tato in una foto di scena del film ''Quijote'' di Mimmo Paladino

Carlo Quartucci e Carla Tato in una foto di scena del film ''Quijote'' di Mimmo Paladino (Ansa)

16/08/2026

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