Inflazione, Meloni scrive a Von der Leyen: serve più flessibilità. Carburanti, anche Tamoil verso il price cap

Nel giorno in cui l’Istat certifica un’inflazione volata al +4,2% su base annua (da +3,3% di agosto) Giorgia Meloni prende di nuovo carta e penna e scrive a Ursula von der Leyen. Obiettivo: chiedere alla presidente della Commissione Ue di porre sul tavolo dell’Ecofin della prossima settimana in Lussemburgo (per poi discuterne al Consiglio europeo di metà ottobre) il riconoscimento agli Stati membri di «una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale».
La richiesta all’Ue: considerare la maggiore inflazione
L’istanza di tenere conto della maggiore inflazione nel calcolo dei parametri europei e del deficit consentito non è nuova: il Governo italiano la ha già posta in sede Ecofin, come ricorda la premier in videocollegamento con l’evento annuale del quotidiano Il Gazzettino, rivendicando il fatto di aver invocato da tempo interventi condivisi efficaci contro l’aumento dei prezzi energetici.
Ets, «basta extra tassazione ambientale sulle imprese»
Meloni dice di condividere l’invito a «svegliarsi» arrivato all’Ue dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini; svegliarsi per abbandonare «l’ideologia» e «fare i conti con il fatto che alcune misure invece di risolvere i problemi rischiano di crearne». L’esempio più lampante? La «vicenda annosa» degli Ets, con la revisione proposta da Bruxelles che reputa «totalmente insufficiente» alla quale oppone le sei ricette concordate martedì a Praga con il primo ministro ceco Andrej Babiš. «Non possiamo continuare a gravare con una extra tassazione ambientale sulle nostre imprese manifatturiere danneggiandole ulteriormente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli», scandisce la premier. «Non capirlo significa condannare l’Europa alla deindustrializzazione».
Energia, il Governo userà tutta la flessibilità da 14 miliardi
Al sistema produttivo Meloni guarda per usare tutta la flessibilità di 14 miliardi di euro (lo 0,3% del Pil nel 2026 e nel 2027) già concessa dall’Ue per gli investimenti energetici verdi. «Vogliamo utilizzarli - spiega - per abbassare in modo strutturale i prezzi dell’energia per le imprese».
I contatti con la Libia per l’adesione di Tamoil al price cap
Diventa più chiara, dunque, la strategia del Governo: da un lato concentrare le risorse addizionali sulle imprese, a cui promette di nuovo l’arrivo, in uno dei prossimi Consigli dei ministri, dell’estensione delle semplificazioni della Zes unica; dall’altro lato aiutare le famiglie con l’addio al bollo auto per il 2027 e gli sconti praticati, previa moral suasion dell’Esecutivo, dalle principali società petrolifere. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che, dopo le decisioni già assunte da Eni, IP e Q8, sono «molto ben avviate» le interlocuzioni tra la presidenza del Consiglio e il Governo libico per favorire l’adesione di Tamoil all’appello sul price cap dei carburanti.
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