Trump insiste: 'Con il mio nome nella scheda avremmo vinto'
Quando Donald Trump ha firmato l'ordine per designare lo Studio Ovale un dettaglio nuovo è balzato agli occhi dei cronisti nell'ufficio del presidente: il cappello da baseball rosso con la scritto 'Veto' la cui foto era stata pubblicata dal tycoon su Truth la notte delle midterm. Il cappello di dimensioni più grandi del normale è ora appoggiato in bella vista sul Resolute Desk.
Trump continua a sostenere che la sconfitta non è dipesa da lui. "Semplicemente non ero sulla scheda elettorale. Se ci fossi stato, avremmo vinto con una valanga di voti!", ha scritto su Truth.
Donald Trump ha incontrato ieri, per la prima volta dopo il voto i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e poi, incontrando i giornalisti, ha detto che deciderà presto se riprendere una guerra totale contro l'Iran, ora che le elezioni di medio termine sono terminate.
Secondo il ben informato Barak Ravid di Axios, il presidente, almeno per ora, sta valutando tre opzioni: lanciare nuovi attacchi, continuare a strangolare economicamente il regime iraniano o raggiungere un accordo che includa significative concessioni agli iraniani. Nel frattempo, scrive Axios, ieri si è registrata un'intensa attività diplomatica, comprese numerose telefonate tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e i mediatori regionali di Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Oman ed Egitto.
I mediatori del Qatar hanno proseguito i colloqui con gli iraniani e la Casa Bianca in merito a una bozza di proposta che prevede che le due parti intraprendano una serie di passi nell'arco di due giorni per costruire fiducia reciproca in vista di un accordo più ampio. Il primo giorno, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco navale e sbloccherebbero parte dei fondi iraniani congelati. In cambio, l'Iran invierebbe un invito ufficiale all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica a inviare ispettori nei siti nucleari bombardati, sulla base di un accordo raggiunto al Cairo un anno fa, secondo quanto riferito da fonti regionali. Il secondo giorno, lo Stretto di Hormuz sarebbe riaperto, dopodiché riprenderebbero i colloqui sul nucleare, incentrati sulle scorte di uranio altamente arricchito dell'Iran.
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