Operaio morto al Colosseo, folla ai funerali. Il grido del vescovo: "Il lavoro dia vita e non morte"

“Il lavoro dia vita e non morte”. E' il forte appello lanciato dal vescovo emerito di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca durante i funerali di Andrea Moretti, l'operaio di 22 anni morto il 23 settembre scorso in un cantiere nel Colosseo. Oltre un migliaio di persone hanno partecipato alle esequie a Tottea, frazione del comune abruzzese di Crognaleto. Nel corso della celebrazione gli amici di Andrea hanno donato un giovane ulivo che sarà piantato nel giardino della chiesa della cittadina del teramano. A leggere i testi per ricordare il giovane sono stati una sorella, una cugina e un rappresentante della comunità locale che ha invitato tutti a "un silenzio di rispetto, ma non complice delle responsabilità, che vanno accertate e chiarite". A 22 anni si era affacciato alla vita e al lavoro, Andrea. E come lui tante altre vittime giovanissime di questo tragico settembre. Anche Antonio Coletta aveva 22 anni, è morto investito da un mezzo in manovra, a Marcianise, a Caserta. E ne aveva appena 19, Kujtim Osmani, caduto da un capannone di una ditta del trevigiano. Per un lavoro e una vita dignitosa aveva fatto tanta strada, Camara Dramane, originario del Gambia, arrivato vicino a Palermo dove è morto schiacciato da un mezzo agricolo, a soli 30 anni. Un mese pesantissimo con 47 vittime, nei campi, nei cantieri, le fabbriche piccole e grandi. Tanti gli stranieri. A Fincantieri ancora scioperi dopo la morte di Sofiane Boutraa, ad Ancona, colpito da una fiammata. Grave il suo collega. E solo nelle ultime ore altre due vittime a Pistoia e a Faenza. Un tragico elenco che continua ad aggiornarsi.
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