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Tuesday, November 3, 2026

Hockey, il Tas ammette la Russia ai Mondiali e scoppia la polemica: “Non è il momento”. L’Ucraina deve cedergli il posto, la Germania organizzatrice minaccia: “Ci tiriamo fuori”

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Hockey, il Tas ammette la Russia ai Mondiali e scoppia la polemica: “Non è il momento”. L’Ucraina deve cedergli il posto, la Germania organizzatrice minaccia: “Ci tiriamo fuori”

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Il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha accolto un ricorso della Federazione russa di hockey ghiaccio (Rihf) contro la Federazione internazionale (Iihf), ordinando a quest’ultima di consentire la partecipazione delle squadre russe agli eventi internazionali della stagione 2026-27, compresi i Mondiali maschili in Germania, in programma dal 14 al 30 maggio 2027. Il ricorso era seguito alla decisione della Iihf dello scorso gennaio di non reintegrare le squadre russe “adducendo motivazioni legate alla sicurezza“, decisione ribadita a giugno. Il collegio arbitrale del Tas ha stabilito “all’unanimità” che le argomentazioni addotte dalla Iihf – legate alla sicurezza, all’ordine pubblico e ad altre preoccupazioni – non erano supportate da prove sufficienti, spiega una nota. Il Tas ha invece respinto due ricorsi presentati dalla Federazione russa di curling e da atleti russi contro due decisioni della World Curling: la revoca dell’esclusione per gli atleti russi della categoria junior (mantenendo tuttavia l’esclusione per le altre squadre russe) e la conferma dell’esclusione della Russia dalle competizioni di World Curling per adulti fino alla fine del 2026.

La pronuncia del Tas è destinata ad aprire un dibattito che va ben oltre la partecipazione della Russia ai Mondiali di hockey del maggio 2027. Il possibile ritorno delle selezioni russe sulla scena internazionale rappresenta infatti un passaggio delicato, nel quale le questioni sportive si intrecciano inevitabilmente con quelle politiche e diplomatiche. Da un lato, il reintegro della Russia potrebbe restituire agli appassionati alcune delle storiche rivalità che hanno segnato la storia dell’hockey, come quelle con Stati Uniti e Canada durante la Guerra fredda. Dall’altro, soprattutto in Europa, la prospettiva suscita forti preoccupazioni. Tra i paesi maggiormente contrari c’è l’Ucraina, che rischierebbe di perdere il proprio posto a favore della formazione russa, con conseguenze anche sul piano simbolico e diplomatico.

La nazionale, infatti, ha conquistato sul campo la promozione nella massima divisione mondiale, tornando nell’élite dell’hockey dopo vent’anni di assenza. Con il reintegro della Russia, però, si pone un problema di natura organizzativa: il torneo tedesco è già stato programmato con 16 partecipanti e la formazione ucraina, ultima per ranking tra le qualificate, potrebbe essere sacrificata per fare spazio a quella russa.

La Iihf ha già manifestato la propria contrarietà alla decisione, assicurando però che si atterrà a quanto stabilito dal tribunale arbitrale. L’organismo internazionale ha comunque sottolineato che resterà prioritario garantire l’incolumità degli atleti e preservare la regolarità delle competizioni. Tra le prese di posizione più nette figurano quelle di Finlandia, Repubblica Ceca e Austria. La ministra dello Sport finlandese Mika Putala ha escluso che ci siano, al momento, le condizioni per un ritorno delle squadre russe, mentre anche le federazioni ceca e austriaca hanno espresso orientamenti contrari. “Non è il momento di farli rientrare”.

In Italia, il presidente appena eletto della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Thomas Rottensteiner, ha preferito non sbilanciarsi: “Per fortuna non devo essere io a decidere“. Una vicenda che, secondo il dirigente, presenta notevoli difficoltà soprattutto sul piano politico e organizzativo. “È una situazione molto delicata, non so come ne uscirà la Germania. Politicamente è una situazione difficilissima“, ha aggiunto. Una posizione altrettanto ferma è stata espressa da Frank H. Lutz, presidente del Consiglio direttivo della Federazione tedesca di hockey (Deb): “La nostra posizione rimane invariata: respingiamo il ritorno delle squadre nazionali russe nei tornei internazionali di hockey su ghiaccio”.

La federazione tedesca intende ora confrontarsi con la Iihf per definire il da farsi. Nel frattempo, è circolata l’ipotesi che la Germania possa addirittura rinunciare a ospitare la rassegna iridata. Sul tavolo ci sono anche possibili boicottaggi e una serie di questioni pratiche tutt’altro che secondarie: dall’aumento delle spese alla revisione dei calendari, dalla gestione delle trasferte alla riorganizzazione delle strutture alberghiere, fino all’adeguamento dei protocolli di sicurezza e delle disposizioni politiche.

Le esperienze maturate in altre discipline sportive mostrano quanto sia difficile trovare una soluzione condivisa. Nel calcio, Fifa e Uefa hanno confermato l’esclusione delle rappresentative russe dalle competizioni internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Anche World Athletics ha mantenuto le restrizioni nei confronti degli atleti russi, nonostante le aperture registrate in altri organismi sportivi. Il Comitato olimpico, invece, ha seguito una strada diversa, consentendo progressivamente la partecipazione di alcuni atleti sotto status neutrale, senza bandiera né inno nazionale. La decisione del Tas, dunque, non mette fine alla controversia: al contrario, apre una fase nuova, destinata a essere accompagnata da tensioni e confronti nelle prossime settimane.

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