Vera Politkovskaja: "Mia madre avrebbe detto la verità e oggi sarebbe in carcere"

Non usa mezze misure né giri di parole Vera Politkovskaja, figlia della celebre giornalista investigativa Anna Politkovskaja, assassinata nel 2006 per i suoi reportage sul potere moscovita. Intervistata dall'inviato del Tg1 durante la sua partecipazione a Pordenonelegge per presentare il libro dedicato alla madre, Vera ha chiarito con fermezza la scelta di non partecipare al voto in patria, definendolo un circo elettorale privo di qualsiasi legittimità democratica. Il regime, spiega, ha blindato la consultazione mettendo sistematicamente a tacere i dissidenti ed estromettendo la lista pacifista Jabloko, l'unica voce politica che chiedeva la fine immediata delle ostilità in Ucraina. Davanti a questa compressione di ogni spazio di dissenso, per la Russia di oggi non sembra esserci alcun margine di speranza.
L'esilio e gli effetti tangibili del conflitto
Costretta all'esilio insieme alla figlia dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 per evitare la morsa repressiva del Cremlino, Vera sottolinea come le ripercussioni del conflitto stiano ormai erodendo la propaganda. Il governo non riesce più a celare le conseguenze della guerra, che iniziano a manifestarsi direttamente nelle città russe, tra depositi e magazzini andati alle fiamme nella stessa capitale. La percezione diffusa che il conflitto sia ormai ovunque sta alimentando, perfino nei sondaggi promossi dalle istituzioni statali, una crescente richiesta di conclusione rapida delle ostilità da parte della popolazione.
L'eredità morale di Anna Politkovskaja
Il ricordo e l'insegnamento etico di Anna restano un punto di riferimento inderogabile. Secondo la figlia, se la giornalista fosse viva oggi non esiterebbe a recarsi sul fronte ucraino per documentare i fatti e chiamare le cose con il loro nome, sfidando la censura di Stato. Quella stessa intransigente ricerca della verità che ha segnato tutta la sua carriera professionale oggi le costerebbe inevitabilmente la libertà, portandola dritta a una pesante condanna in prigione.
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