Renzi e Calenda litigano ancora, questa volta su Putin

Carlo Calenda «inventa un passato che non è mai esistito, sognando un futuro che non ci sarà mai». L’accusa proviene da Italia Viva, il partito dell’ex premier Matteo Renzi. Al centro della contesa ci sono le dichiarazioni rilasciate dal leader di Azione al Corriere della Sera, a cui ha raccontato di aver telefonato nel 2016 al presidente Vladimir Putin per chiedergli conto delle interferenze russe sulla campagna referendaria per la Brexit. Si alzano quindi nuovamente i toni dello scontro tra i due leader, una volta alleati e compagni di governo.
La telefonata con il presidente russo
La vicenda riportata dal leader di Azione risale a dieci anni fa, quando era ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi: «Ricordate la Brexit nel 2016? Con Matteo Renzi, eravamo insieme al governo, telefonammo a Putin per chiedergli se c’erano loro dietro la campagna dei comitati in Gran Bretagna». Alla domanda, il presidente russo, secondo la ricostruzione di Calenda, avrebbe ironicamente risposto «Ricordatevi che la stampa è libera…».
L’attacco di Italia Viva
Queste dichiarazioni sono valse a Calenda l’accusa, da parte di Italia Viva, di mitomania. Le sue frasi «lunari», secondo il partito di Renzi, «non sono semplicemente fake news. Costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione». Nella nota si legge che «i mitomani che non potendo scrivere il futuro reinventano il passato non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati».
Botta e risposta
Non si è fatta attendere la piccata reazione del leader di Azione, che, dopo aver confermato «parola per parola» quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin, ha duramente attaccato il presidente di Italia Viva: «Probabilmente Renzi - che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina faceva parte del Cda di una società russa - non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi». Calenda ha anche ribadito di aver già raccontato il fatto in numerose interviste e di averne scritto in un suo libro. «Peraltro - ha concluso - di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare».
Non si è arresa Italia Viva, che, in una nota, ha precisato: «Ricordiamo Calenda in Russia molto attivo al vertice di San Pietroburgo del 2016 per spingere i rapporti Italia-Russia. Ricordiamo Calenda molto attivo nel 2022 a dire - dopo l’invasione russa - che l’Ucraina sarebbe dovuta rimanere fuori dall’Unione Europea. Non ricordiamo un suo particolare impegno sul tema delle oggettive influenze russe nei referendum del 2016».
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