Follia a Pechino: Medvedev colpisce uno spettatore e viene squalificato. Djokovic in finale: “Scioccante”
Daniil Medvedev squalificato e Novak Djokovic in finale all’Atp 500 di Pechino. È il clamoroso epilogo del match tra il serbo e il russo, seconda semifinale del torneo che si è interrotta su una situazione di punteggio di 7-5, 5-3 a favore di Djokovic. Sul 15-15 del nono gioco del secondo set, in un momento di rabbia, Medvedev ha scagliato una pallina in tribuna colpendo inavvertitamente uno spettatore in un occhio e costringendolo ad abbandonare lo stadio, accompagnato da ben tre addetti ai lavori. Il russo è stato quindi squalificato dal giudice di sedia e dal supervisor del torneo. Djokovic avanza così in finale dove affronterà l’australiano Alex De Minaur.
Lo spettatore colpito da Medvedev era seduto in prima fila sugli spalti. Dopo essere stato raggiunto dalla pallina, ha lasciato l’impianto tenendosi una mano sull’occhio sinistro. L’episodio ha ricordato quanto accaduto proprio a Djokovic agli Us Open del 2020: in quell’occasione, ‘Nole’ fu squalificato per aver colpito accidentalmente alla gola un giudice di linea con una pallina durnate il match contro Carreno Busta, sul 5-5 nel primo set. La vittoria odierna migliora ulteriormente la striscia record di Djokovic al China Open, dove il serbo vanta 33 vittorie e nessuna sconfitta in carriera. Nella finale di domani, Djokovic affronterà il numero 9 del mondo De Minaur che a sua volta ha beneficiato del ritiro per infortunio di Hubert Hurkacz su una situazione di punteggio di 6-4, 3-2 a favore dell’australiano.
“È stato un po’ scioccante, a essere onesti. Mi dispiace per la persona” colpita dalla pallina scagliata da Medvedev. “Onestamente non ho visto cosa sia successo. Spero che non abbia riportato gravi lesioni“. Novak Djokovic commenta così l’episodio che ha portato alla squalifica del russo nella semifinale del torneo Atp 500 di Pechino. “D’altra parte, mi dispiace anche per Daniil, perché so esattamente cosa si provi a essere squalificati in un match importante“, aggiunge Djokovic ricordando l’episodio che lo vide protagonista all’Us Open 2020.
“Anch’io sono stato squalificato agli Us Open del 2020 in circostanze simili. Sono certo che Daniil non volesse farlo intenzionalmente. Sono cose che capitano“. La squalifica di Medvedev ha fermato un match che sembrava ormai indirizzato dalla parte di Djokovic, avanti di un set e sul 5-3 nel secondo. “Ero a tre punti dalla vittoria“, rimarca Djokovic. “È stata una battaglia estenuante e non volevo assolutamente arrivare al terzo set. Sembrava proprio che ci si stesse dirigendo in quella direzione. Non so quante palle break ho annullato, è stato pazzesco. È sempre una grande battaglia contro Daniil ed è difficilissimo affrontarlo quando sente bene la palla, in condizioni di gioco più lente e con quel servizio potente. Ma andiamo avanti”.
“Mi dispiace terribilmente per lo spettatore. Sto cercando di mettermi in contatto con lui, se lo desidera. Spero di poterlo incontrare di persona, di chiedergli scusa e di vedere come sta”, ha invece detto Medvedev dopo quanto accaduto. “È stato al 100 per 100 un incidente. Si può vedere che non ho colpito la palla per rabbia. In realtà faccio molte cose sbagliate, ma di solito colpire o scagliare la palla non fa parte del mio comportamento. La palla stava tornando indietro, quindi ho cercato semplicemente di colpirla, di tirarla in un punto qualsiasi, in modo che non uscisse dal campo“, ha spiegato il tennista russo. “Quando ho visto quello che era successo, mi sono sentito malissimo, perché non credo di essermi mai trovato in una situazione del genere. Spero che lo spettatore stia bene, è la cosa più importante, perché in situazioni di questo tipo non si sa mai”, ha detto ancora Medvedev. “Nel mio gesto non c’era assolutamente rabbia. Non era nemmeno particolarmente frustrazione. Non l’ho colpita forte, però ho colpito lui. In questo momento mi importa davvero solo di quello spettatore. Spero di poterlo incontrare e di poter in qualche modo rimediare a quello che è successo“, ha concluso il russo.
Dopo aver sconfitto la testa di serie numero uno Alexander Zverev in un epico quarto di finale a Pechino, Djokovic è ora a una sola vittoria dal suo 102esimo titolo nel circuito maggiore. Un successo che lo porterebbe a una sola lunghezza da Roger Federer (103 titoli); l’unico altro giocatore ad averne vinti di più è Jimmy Connors (109).”Credo sempre in me stesso, sentivo di aver giocato molto bene in allenamento ma ovviamente è diverso quando si disputa una partita ufficiale“, evidenzia Djokovic dopo avere staccato il pass per la finale n.146 della sua carriera. “Il tabellone non era molto favorevole, onestamente: partite difficili fin dall’inizio, ma questo rende ancora più dolce il cammino verso la finale. Sono di nuovo in finale. C’è qualcosa in questo torneo di Pechino che mi dà una marcia in più”.
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