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Monday, August 31, 2026

Morbo di Parkinson, cos'è e quali sono i sintomi iniziali

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In Italia circa 300mila pazienti sono affetti da Parkinson, una malattia cronica e degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale e influenza il controllo dei movimenti. Secondo le ultime ricerche, la patologia, che rappresenta la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer, potrebbe iniziare molto prima della comparsa dei segnali evidenti: sintomi precoci come disturbi del sonno, ansia e voce più debole possono precedere i segni motori del Parkinson anche di anni. Tra le abitudini da adottare per favorire un migliore benessere neurologico, ci sono l’attività fisica, la dieta equilibrata e il mantenimento dei rapporti sociali. Ecco tutto quello che c'è da sapere. La Fondazione Limpe ha presentato un decalogo sulle “10 cose da sapere” sulla malattia: dai segnali precoci ai comportamenti da seguire per ridurre il rischio.

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Quello che devi sapere

Che cos'è il Parkinson

La malattia di Parkinson è una sindrome caratterizzata da rigidità muscolare. Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità, la malattia si manifesta con “resistenza ai movimenti passivi, tremore che insorge durante lo stato di riposo e può aumentare in caso di stato di ansia, e bradicinesia che provoca difficoltà a iniziare e terminare i movimenti”. I sintomi si risolvono poi in “disturbi dell’equilibrio, andatura impacciata e postura curva”, ma anche “depressione e lentezza nel parlare”.

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Le cause

Come sottolinea ancora l'Iss, non è ancora chiara l'origine della malattia di Parkinson, ma è “ormai accettata” l’ipotesi di una “origine multifattoriale” in cui “interagiscono componenti ambientali e genetiche”. Possibili fattori eziologici sono l'ereditarietà, le lesioni cerebrali, le infezioni, le neurotossine endogene, i fattori ambientali e le alterate pressioni geniche. Secondo l'Istituto, alcuni fattori ambientali e occupazionali possono aumentare il rischio di insorgenza della malattia, così come le abitudini alimentari e una storia familiare positiva.

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I sintomi precoci

La Fondazione Limpe ha messo a punto un documento sulle “10 cose da sapere” sulla malattia. Il decalogo richiama l’attenzione su alcuni sintomi iniziali spesso ignorati, come i disturbi del sonno con sogni molto vividi, la perdita dell’olfatto, la stitichezza persistente, il tremore o la rigidità. Tra i segnali precoci della patologia, che possono comparire anni prima dei disturbi motori, emergono anche la voce che diventa flebile e la scrittura che si rimpicciolisce. 

I segnali precoci secondo la Fondazione Limpe

Secondo la Fondazione Limpe, gli indicatori precoci del Parkison sarebbero legati a:

  1. Disturbi del sonno, con sogni molto vividi, agitati o “movimentati” possono essere un indicatore precoce.

  2. Perdita dell’olfatto, con una riduzione significativa della capacità di percepire odori.

  3. Stitichezza persistente, con alterazioni gastrointestinali che possono comparire molti anni prima dei sintomi motori.

  4. Tremore, rigidità o movimenti più lenti: anche i piccoli cambiamenti nei movimenti quotidiani.

  5. Scrittura più piccola o voce più debole: la micrografia e la diminuzione del volume della voce possono rappresentare segnali precoci.

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Lo studio sul Parkinson

Uno studio dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, che ha preso in esame oltre 24.000 persone seguite per quindici anni, ha evidenziato che le persone con ansia o depressione iniziale presentavano un “rischio doppio” di sviluppare il Parkinson negli anni successivi, ma solo se i due eventi si verificavano a distanza di meno di dieci anni. Oltre questa soglia temporale, il legame scompare. "Non si tratta di allarmare chi soffre di ansia o depressione, ma quando questi disturbi si presentano insieme ad altri segnali non motori, una maggiore attenzione neurologica potrebbe fare la differenza", spiega Francesca Bracone, prima autrice dello studio Per la giornata dedicata alla malattia. 

I comportamenti per ridurre il rischio

All'interno del decalogo, la Fondazione Limpe indica anche alcuni comportamenti da adottare ridurre il rischio:

  1. Fare attività fisica regolarmente: il movimento contribuisce alla protezione della salute cerebrale.

  2. Seguire una dieta equilibrata: frutta, verdura e alimentazione mediterranea supportano il benessere del sistema nervoso.

  3. Proteggersi dall’esposizione a sostanze tossiche ambientali: ridurre il contatto con pesticidi, solventi e inquinanti aiuta a proteggere il sistema nervoso.

  4. Dormire bene e mantenere ritmi regolari: il sonno è essenziale per i processi di recupero e protezione del cervello.

  5. Non ignorare i segnali e parlarne con il medico: una diagnosi precoce consente trattamenti più efficaci e personalizzati.

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La ricerca

Dalla diagnosi alle cure, la ricerca sul Parkinson sta aprendo nuove prospettive soprattutto con terapie mirate per il controllo dei sintomi e con l'uso combinato di biomarcatori, genetica e tecniche di imaging. In parallelo, cresce l'impiego delle tecnologie digitali, con dispositivi indossabili e sistemi di telemonitoraggio che permettono di seguire a distanza l'evoluzione della malattia e personalizzare le cure. Sempre maggiore attenzione è rivolta alla genetica, in particolare alle forme giovanili del Parkinson, per comprendere i meccanismi della malattia. La diagnosi precoce resta, al momento, la vera chiave. 

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“Consapevolezza come primo strumento di cura”

"La consapevolezza è il primo strumento di cura: conoscere i segnali precoci e favorire la diagnosi tempestiva permette di migliorare la qualità di vita", afferma Michele Tinazzi, presidente di Fondazione Limpe per il Parkinson. 

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