Presidio a Torino contro Vannacci, tensione con gli agenti
Avevano promesso che lo avrebbero contestato. Così è stato. All'appello degli antagonisti si sono presentati in oltre duecento fuori dall'hotel di Torino dove il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, è intervenuto per un convegno sulla sicurezza organizzato dal sindacato di polizia Fsp. Quello per cui nei giorni scorsi era montata la polemica dopo che in un primo momento era stata annunciata la presenza del questore del capoluogo e che l'evento avrebbe concesso ai partecipanti punti per l'aggiornamento professionale. In seguito era intervenuto il Dipartimento della Pubblica sicurezza per smentire entrambe le cose.
Vannacci a Torino, presidio degli antifascisti
Slogan, lanci di uova contro le forze dell'ordine e vari tentativi di raggiungere l'Nh Hotel di corso Vittorio Emanuele II, nel centro del capoluogo piemontese: hanno provato a disturbare l'iniziativa, ma intorno all'albergo è stato predisposto ingente schieramento di polizia e carabinieri, che ha impedito ai manifestanti di avvicinarsi. Tutto questo lo stesso giorno in cui il Viminale fa sapere che non ci saranno misure per sciogliere Futuro Nazionale. La sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, infatti, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, ha evidenziato che "le espressioni e le manifestazioni di pensiero, radicali e contestabili aspramente quanto si vuole, riconducibili al parlamentare Vannacci, rientrano nella libertà di pensiero garantita dall'art. 21 della Costituzione".
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Le tensioni più forti a Torino si sono registrate in due distinti momenti. Il primo quando gli attivisti del network antagonista torinese, che fa capo al centro sociale Askatasuna, sgomberato il dicembre scorso, hanno bersagliato con uova gli agenti e i due schieramenti si sono fronteggiati. Non ci sono stati però contatti. Il secondo quando un giovane dei collettivi antifascisti è rimasto contuso a una gamba dopo essere stato urtato da un furgone della polizia penitenziaria, che era stato fermato dai manifestanti durante un blocco del traffico. "Nessun generale per nessuna guerra, Vannacci fuori da Torino", recitava lo striscione degli antagonisti, che hanno esposto anche un tricolore con l'immagine dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci a piazzale Loreto. Dal megafono hanno più volte attaccato il leader di Futuro Nazionale: "Si preoccupa solo di dire che il femminicidio non esiste e che i migranti vanno deportati. Oggi dimostreremo che Torino non vuole Vannacci e gli altri personaggi di destra che vengono qui a fare campagna elettorale". Mentre questo accadeva fuori, Vannacci veniva contestato anche all'interno, nella sala che ospitava il convegno 'Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori'.
Vannacci a Torino, presidio degli antifascisti
Quando ha preso la parola, una donna lo ha interrotto: "L'Italia è un Paese laico", ha gridato. "Oltre maleducata perché interrompe - ha replicato il leader di FnV - la signora è anti-democratica". "Non è possibile - ha detto l'ex generale - che in un Paese democratico e civile come l'Italia ci debbano essere 250 agenti in tenuta antisommossa per un convegno libero, dove ci confrontiamo sul piano delle argomentazioni. Le contestazioni di oggi a Torino non mi fermeranno, anzi. Vado avanti più forte di prima", ha scritto alla fine dell'iniziativa sui social l'ex generale. Domenica mattina Vannacci, insieme a Gianni Alemanno, sarà a Orvieto per un altro convegno e anche nel borgo umbro ci sarà un presidio, contro la sua presenza in città.
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