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Saturday, September 19, 2026

Gli Usa schierano una nuova arma laser per abbattere i droni dei narcos al confine con il Messico: “Così li rendiamo inutilizzabili in modo permanente”

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Gli Usa schierano una nuova arma laser per abbattere i droni dei narcos al confine con il Messico: “Così li rendiamo inutilizzabili in modo permanente”

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Il debutto risale alla fine di agosto. Tre droni utilizzati dai cartelli della droga messicani sono stati abbattuti lungo il confine del Rio Grande, grazie ad una nuova arma laser utilizzata dai militari americani. Secondo cifre fornite dal comando Usa, da quel momento il “traffico” di droni nell’area è calato sino al 75% in meno. Questo non vuol dire che sia diminuita l’attività dei narcos, confessano gli investigatori: ma è confortante per loro aver trovato un sistema per contrastare l’utilizzo dei mezzi senza pilota da parte dei narcotrafficanti. Dall’inizio del 2026 l’esercito schierato al confine con il Messico ha bloccato circa 300 droni; ma la svolta è arrivata con l’arma laser, che li rende inutilizzabili. Il colonnello Robert Felicio, comandante della 130esima Brigata di manovra e supporto ha detto alla Cbs News: “La vera svolta si ottiene quando quello strumento non può più essere utilizzato contro di noi”.

Gli stessi reporter della Cbs hanno assistito ad una dimostrazione delle potenzialità della nuova arma laser, il cui funzionamento è reso intuitivo per i soldati da un controller che è simile a quello delle consolle per videogiochi da casa, come la Xbox, mentre le immagini vengono riportate su uno schermo grande come un Ipad. Il laser non ha nulla a che vedere con le scie luminose viste nei film della saga di Star Wars, piuttosto determina un breve lampo di luce. Il drone colpito ha riportato danni significativi alla batteria e alle eliche, ed è precipitato. L’azienda che produce il laser è la Aerovironment, che la scorsa settimana si è aggiudicata un appalto del valore di 465 milioni di dollari.

L’allarme legato all’utilizzo dei droni da parte dei narcos messicani non è certo recente; sono ormai dieci anni che le organizzazioni criminali sfruttano i velivoli senza pilota. All’inizio i droni servivano solo per osservare il territorio, poi i narcos sono passati ai droni letali contro cartelli rivali e forze di polizia. Già nel 2023 il media Millennio pubblicava un articolo dal titolo “Chapitos y Menchos se disputa el cielo Mexicano con drones”, analizzando la sfida tra il cartello di Sinaloa gestito dagli eredi del Chapo, e quello di Jalisco Nueva Generacion. Tra il 2021 e il 2025 ci sono stati 221 attacchi con 77 vittime. Il cartello di Jalisco inoltre ha utilizzato droni per bombardare aree rurali del Michoacan per costringere i civili – ritenuti vicini al nemici dei Cartelle Unidos – ad abbandonare la zona. Una tattica militare che segna un cambiamento significativo: una volta i trafficanti cercavano di ottenere obbedienza e lealtà dalla popolazione, ora non ci pensano due volte a cacciarla dalle proprie case per fare terra bruciata attorno ai clan rivali.

Acquistando droni anche a poco prezzo su piattaforme di e-commerce, i narcos riescono poi a gestire lo smercio di prodotto: droghe sintetiche come fentanyl e nitazine hanno un peso relativo e piccole quantità possono rifornire un vasto numero di acquirenti. Certamente i droni non sono l’unico sistema per portare droghe negli Stati Uniti: i carichi ingenti di cocaina e sostanze sintetiche vengono ancora trasportate con i tir, i sottomarini e le navi porta container. Ma l’utilizzo dei droni a quattro eliche ha un pregio per i criminali: possono cambiare direzione se chi li guida a distanza vede che l’area è sorvegliata.

Per gli investigatori americani si tratta di interrompere la catena e provocare più danni possibili ai cartelli. Dunque, il nuovo laser anti drone viene salutato dalle forze americane al confine come uno strumento che potrebbe risultate efficace. Non sono mancati però gli intoppi: lo scorso febbraio, l’aeroporto internazionale di El Paso è stato costretto a chiudere lo spazio aereo, anche se per breve tempo. La causa è stata una mancanza di coordinamento tra la Federal Aviation e il Pentagono, che aveva dato luce verde alle attività dei soldati di Fort Bliss, una base vicina allo scalo texano. Oggi i militari assicurano che è in atto una collaborazione con l’autorità che coordina i voli civili, per fare in modo che l’utilizzo del laser non rappresenti un pericolo per gli aerei cargo e con passeggeri.

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