Michael Kayode, il talento azzurro che si è fatto strada in Premier League

Michael Kayode è un terzino italiano di origini nigeriane che, dopo la formazione nel vivaio della Juventus e l’esperienza con il Gozzano, approda poi nella Primavera della Fiorentina conquistando spazio in prima squadra, esordendo in Serie A nel 2023 e collezionando complessivamente 49 presenze con la maglia viola. Nel gennaio 2025 è passa al Brentford in prestito: inizialmente impiegato dalla panchina, si è guadagnato rapidamente un posto da titolare. Le sue prestazioni hanno convinto il club inglese a riscattarlo pochi mesi dopo, trasformando il trasferimento in un’operazione definitiva. Da allora, in Premier League, ha continuato il suo percorso di crescita fino a diventare uno dei giovani difensori italiani più seguiti.
Nonostante le prestazioni positive in Inghilterra, per diverso tempo non è stato preso in considerazione dalla Nazionale maggiore. Il difensore aveva già attirato l’attenzione con le selezioni giovanili dell’Italia, contribuendo alla vittoria dell’Europeo Under 19 con il gol decisivo nella finale contro il Portogallo. In seguito, però, la convocazione con la Nazionale maggiore è tardata ad arrivare, alimentando dubbi e discussioni sul suo mancato coinvolgimento.
La chiamata è arrivata con Roberto Mancini, che gli ha concesso l’opportunità di debuttare contro il Belgio. Nella gara successiva contro la Turchia, Kayode ha risposto con una prestazione da protagonista, firmando un gol e un assist. Dotato di velocità, duttilità e una spiccata propensione offensiva, il terzino ha scelto di indossare la maglia azzurra nonostante l’interesse della Nigeria. Il suo percorso, dalla gavetta nei campionati italiani fino alla ribalta inglese, lo ha trasformato in uno dei giovani più interessanti del calcio azzurro.
Nations League - Turchia vs Italia,28092026,gol Michael Kayode (afp)
La storia di Michael Kayode riapre una questione mai davvero risolta nel calcio italiano: spesso non si ha la pazienza di aspettare e valorizzare i giovani talenti del nostro movimento. Invece di concedere loro spazio e continuità, si preferisce puntare su giocatori stranieri già affermati o ritenuti più pronti, rischiando così di disperdere risorse cresciute nei vivai italiani.
Il talento, però, ha bisogno di fiducia, non soltanto di opportunità occasionali. Se ai giovani non viene dato il tempo di sbagliare, maturare e dimostrare il proprio valore, altri Paesi finiranno per accorgersi prima di loro. È una strategia miope, che penalizza i calciatori e indebolisce il futuro della Nazionale
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